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Mercato azionario italiano

Intervista a Marco Nascimbene, gestore del fondo Fondersel PMI, sulle prospettive del mercato azionario italiano

Nel corso del mese il mercato azionario italiano ha fatto segnare nuovi massimi, favorito dall’andamento positivo dei mercati internazionali, e dal mercato statunitense in particolare, nell’attesa di un inizio positivo delle discussioni relativamente ai dazi fra Stati Uniti e Cina. Abbiamo anche completato la reporting season, che è stata complessivamente incoraggiante, con dati migliori di quelle che erano le attese, e una guidance per la fine dell’anno e l’anno prossimo abbastanza positiva, anche se in molti casi è prudente, per la scarsa visibilità che vi è sul futuro. Uniche eccezioni sono state alcune situazioni, company specifiche,  di alcune società che erano in difficoltà, o per problemi loro, oppure per il settore di riferimento.

La notizia, poi, che più ha influenzato il mercato italiano in quest’ultimo mese, in particolare in questi ultimi giorni, è stata l’attesa per la riforma della legge sui PIR che, in base al testo che è in via di approvazione, dovrebbe contribuire a rivitalizzare notevolmente questo strumento, togliendo il vincolo ai venture capital, che praticamente aveva bloccato gli investimenti in questo tipo di fondi, e dando così modo di riportare l’attenzione sul segmento delle mid e small cap italiane, sia da parte degli investitori nazionali che da parte degli investitori esteri, che cercano sempre una maggiore liquidità su questo segmento.

In questo contesto, noi restiamo pertanto positivi sulle mid e small cap, dove secondo noi ci sono realtà interessanti che erano state un po’ dimenticate in quest’ultimo periodo, anche per i flussi in vendita che si erano avuti da parte degli investitori internazionali, che avevano ridotto delle posizioni sull’Italia. L’altro elemento molto importante di questo periodo è stata la proposta di fusione fra Fiat e Peugeot, che ha riportato l’interesse su tutto il settore automobilistico.

A livello settoriale, in questo contesto, riteniamo che siano interessanti da un lato il settore bancario, dove i numeri, anche in questo caso, erano buoni, e dove si pensa che, andando avanti nel corso del prossimo anno, si possa avere una nuova tornata di fusioni bancarie, anche se ci vorrà del tempo per portarle a termine, quindi saranno comunque processi difficili e lunghi, e tuttavia si potrà avere un nuovo interesse sul settore proprio per questo motivo. Dall’altro lato, riteniamo siano interessanti da un lato il settore tecnologico, e dall’altro quello industriale, mentre abbiamo preso un po’ di profitto sul settore delle utility, in particolare di quelle regolate, dove riteniamo che ormai i multipli siano molto rotondi, e sia difficile trovare un ulteriore spazio di upside.

Il presente video è indirizzato ad un pubblico indistinto e viene fornito a titolo meramente informativo. Esso non costituisce attività di consulenza in materia di investimento, né raccomandazione, né ricerca in materia di investimenti da parte delle società del Gruppo Ersel, né, tantomeno, offerta, invito ad offrire, sollecitazione o messaggio promozionale finalizzato all'acquisto, alla vendita o alla sottoscrizione di strumenti/prodotti finanziari di qualsiasi genere. Esse non sono intese a raccomandare o a proporre, in maniera esplicita o implicita, una strategia di investimento in merito ad uno o più strumenti finanziari o agli emittenti di tali strumenti finanziari. Tutte le informazioni riportate sono date in buona fede sulla base dei dati disponibili, ma sono suscettibili di variazioni anche senza preavviso in qualsiasi momento dopo la pubblicazione. La decisione di effettuare qualunque operazione finanziaria è a rischio esclusivo dei destinatari della presente informativa. Tutte le informazioni fornite sono suscettibili di modifica o aggiornamento senza preavviso. Prima dell'adesione/sottoscrizione dei fondi comuni di investimento, leggere il prospetto disponibile sul sito www.ersel.it, alla sezione Prodotti. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Mercati

Mercato azionario italiano

Intervista a Marco Nascimbene, gestore del fondo Fondersel PMI, sulle prospettive del mercato azionario italiano

Nel corso del mese il mercato azionario italiano ha fatto segnare nuovi massimi, favorito dall’andamento positivo dei mercati internazionali, e dal mercato statunitense in particolare, nell’attesa di un inizio positivo delle discussioni relativamente ai dazi fra Stati Uniti e Cina. Abbiamo anche completato la reporting season, che è stata complessivamente incoraggiante, con dati migliori di quelle che erano le attese, e una guidance per la fine dell’anno e l’anno prossimo abbastanza positiva, anche se in molti casi è prudente, per la scarsa visibilità che vi è sul futuro. Uniche eccezioni sono state alcune situazioni, company specifiche,  di alcune società che erano in difficoltà, o per problemi loro, oppure per il settore di riferimento.

La notizia, poi, che più ha influenzato il mercato italiano in quest’ultimo mese, in particolare in questi ultimi giorni, è stata l’attesa per la riforma della legge sui PIR che, in base al testo che è in via di approvazione, dovrebbe contribuire a rivitalizzare notevolmente questo strumento, togliendo il vincolo ai venture capital, che praticamente aveva bloccato gli investimenti in questo tipo di fondi, e dando così modo di riportare l’attenzione sul segmento delle mid e small cap italiane, sia da parte degli investitori nazionali che da parte degli investitori esteri, che cercano sempre una maggiore liquidità su questo segmento.

In questo contesto, noi restiamo pertanto positivi sulle mid e small cap, dove secondo noi ci sono realtà interessanti che erano state un po’ dimenticate in quest’ultimo periodo, anche per i flussi in vendita che si erano avuti da parte degli investitori internazionali, che avevano ridotto delle posizioni sull’Italia. L’altro elemento molto importante di questo periodo è stata la proposta di fusione fra Fiat e Peugeot, che ha riportato l’interesse su tutto il settore automobilistico.

A livello settoriale, in questo contesto, riteniamo che siano interessanti da un lato il settore bancario, dove i numeri, anche in questo caso, erano buoni, e dove si pensa che, andando avanti nel corso del prossimo anno, si possa avere una nuova tornata di fusioni bancarie, anche se ci vorrà del tempo per portarle a termine, quindi saranno comunque processi difficili e lunghi, e tuttavia si potrà avere un nuovo interesse sul settore proprio per questo motivo. Dall’altro lato, riteniamo siano interessanti da un lato il settore tecnologico, e dall’altro quello industriale, mentre abbiamo preso un po’ di profitto sul settore delle utility, in particolare di quelle regolate, dove riteniamo che ormai i multipli siano molto rotondi, e sia difficile trovare un ulteriore spazio di upside.

Il presente video è indirizzato ad un pubblico indistinto e viene fornito a titolo meramente informativo. Esso non costituisce attività di consulenza in materia di investimento, né raccomandazione, né ricerca in materia di investimenti da parte delle società del Gruppo Ersel, né, tantomeno, offerta, invito ad offrire, sollecitazione o messaggio promozionale finalizzato all'acquisto, alla vendita o alla sottoscrizione di strumenti/prodotti finanziari di qualsiasi genere. Esse non sono intese a raccomandare o a proporre, in maniera esplicita o implicita, una strategia di investimento in merito ad uno o più strumenti finanziari o agli emittenti di tali strumenti finanziari. Tutte le informazioni riportate sono date in buona fede sulla base dei dati disponibili, ma sono suscettibili di variazioni anche senza preavviso in qualsiasi momento dopo la pubblicazione. La decisione di effettuare qualunque operazione finanziaria è a rischio esclusivo dei destinatari della presente informativa. Tutte le informazioni fornite sono suscettibili di modifica o aggiornamento senza preavviso. Prima dell'adesione/sottoscrizione dei fondi comuni di investimento, leggere il prospetto disponibile sul sito www.ersel.it, alla sezione Prodotti. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Autore
Marco Nascimbene
Team Investimenti Equity Italia