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Andrea Rotti, amministratore delegato di Ersel, spiega il posizionamento e le iniziative strategiche della banca, dai mercati privati ai nuovi presidi sul territorio. In un percorso di espansione “selettiva”.
Lo sviluppo di una piattaforma dedicata ai mercati privati. Il nuovo braccio operativo inaugurato in Veneto. I club deal. Sono alcuni punti fermi in un percorso di crescita “selettiva”, dice Andrea Rotti, Amministratore Delegato di Ersel Banca Privata, la banca nata quattro anni fa, a coronamento del processo di integrazione avviato nel 2018 dalla sim della famiglia Giubergia con Banca Albertini. Un percorso di crescita che prosegue anche nello sviluppo della squadra lato private banking, che oggi conta 80 banker.
“Vogliamo attrarre professionisti in grado di valorizzare il nostro modello, una boutique di wealth management con un’offerta ampia, che va dalle gestioni patrimoniali all’advisory, dall’intestazione fiduciaria alla protezione del patrimonio, fino ai servizi di family office. Abbiamo lavorato molto sulla segmentazione dei servizi, in modo da poter dare al cliente quello che serve, mantenendo un governo dei costi coerente. Attenzione: non significa industrializzare il servizio. Finirebbe per snaturare il nostro modello boutique. Semmai siamo artigiani ben organizzati. Con una dimensione adatta a mettere in campo gli investimenti necessari per restare competitivi – sul piano dello sviluppo tecnologico, della compliance regolamentare, del presidio organizzativo e del completamento dell’offerta – senza compromettere la vicinanza al cliente, spesso imprenditore.
Essere una realtà indipendente, una banca di imprenditori per altri imprenditori, veicola un messaggio importante. Il solido connubio tra proprietà e management, così come lo storico approccio di lungo periodo di Ersel, garantiscono orizzonti di ampio respiro e riducono la pressione sulla redditività”.
È un messaggio importante, soprattutto per una regione, il Veneto, che ha vissuto momenti traumatici per alcune dolorose vicende del sistema bancario. E rappresenta un’area di sviluppo strategica per il private banking italiano, capace di calamitare l’attenzione di molti player, attratti dalla presenza diffusa di famiglie imprenditoriali e patrimoni complessi. Qui, negli ultimi sei mesi, Ersel ha aperto tre nuove sedi: Padova, a fine 2025, Treviso, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, Verona, a maggio.
“Nel Nord-Est avevamo già una base storica di clienti. I nuovi presidi ci consentiranno di crescere in quest’area”, dice Rotti. Oltre a Milano e Torino, dove Ersel è nata nel 1936 come Studio Giubergia - “festeggiamo 90 anni di storia”, ricorda l’ad - la banca è presente anche a Roma e Reggio Emilia, più il Lussemburgo.
Il completamento dell’offerta è un’altra priorità. A dicembre, Ersel Banca Privata e Banca Finnat hanno annunciato l’ingresso congiunto nel capitale di Merito SGR, società indipendente operante nel settore del private debt, con una quota di minoranza pari al 30% del capitale, ripartita in modo paritetico tra Ersel Asset Management SGR - società del Gruppo Ersel - e Banca Finnat, e con un’opzione di acquisto anche sul rimanente 70%. L’operazione è il primo passo nella valutazione di una partnership più ampia sugli asset alternativi tra le due banche.
“Per completare la piattaforma, guardiamo con interesse a una possibile integrazione con una realtà specializzata nel private equity, nell’ambito di un percorso condiviso con Banca Finnat e la famiglia Nattino”, dice Rotti. Negli anni, Ersel ha realizzato partnership nell’offerta di investimenti sui mercati privati con altre sgr: nel private equity con Fondaco, nell’immobiliare con Kervis, nelle infrastrutture con Equiter. [...]
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