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Come da attese la FED ha ridotto di altri 10 mld di dollari il ritmo di acquisto di obbligazioni sul mercato, proseguendo nel processo di assorbimento dello stimolo quantitativo, il cosiddetto “tapering”.

Quadro Macro

Stati Uniti

La banca centrale ritiene che l’economia americana possa reggere il processo di graduale riduzione degli stimoli senza che questa situazione possa essere messa in dubbio dall’attuale fase di turbolenza sui mercati emergenti. Anzi, il tono sullo stato dell’economia USA è risultato più ottimista che nel recente passato, e poco preoccupato dalla debolezza degli ultimi dati sul mercato del lavoro. Quindi molto probabilmente la FED proseguirà nel ridurre lo stimolo a passi di 10 mld ad ogni meeting, con il prossimo appuntamento il 19 marzo. L’altro punto interrogativo per i mercati era quello circa la forward guidance, ovverosia il set di condizioni economiche che determinerebbero l’avvio della fase di rialzo dei tassi. Su questo punto non vi sono state novità, quindi la palla passa al nuovo Governatore Yellen che presiederà la FED per i prossimi quattro anni. Come da attese i dati sul PIL USA del quarto trimestre hanno mostrato un’economia saldamente ancorata ad un tasso di crescita dell’ordine del 3%. Bene la domanda interna, i consumi in particolare, ma anche gli investimenti, senza però essere esuberanti. Date le statistiche mensili più recenti non sembra preoccupare il calo del settore edilizio, mentre un contributo assai positivo è giunto dalla bilancia commerciale e dalle scorte. Questi due ultimi fattori non si dovrebbero riproporre nel 2014, mantenendo gli attuali livelli senza porre quindi interrogativi alla banca centrale circa le prossime mosse future in merito al QE.
 

Area Euro

Ancora una conferma dagli indicatori anticipatori, questa volta in particolare quello aggregato elaborato dalla Commissione Europea, circa la fase di moderata ripresa in essere nell’area euro. Continua la ripresa anche per il sentiment della periferia, in special modo in Spagna, mentre la dinamica dell’euro non sembra tale da affievolire l’ottimismo degli esportatori. Altra statistica degna di rilievo è quella relativa al sondaggio sulle condizioni del credito elaborata dalla BCE che mostra, parallelamente al miglioramento del ciclo, una moderata attenuazione delle condizioni restrittive praticate dalla banche. In deterioramento l’inflazione headline, mentre la core è risultata più stabile anche se lontana dai livelli suggeriti dagli indicatori anticipatori.