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Carlo De Vanna
Intervista a
Team Investimenti Equity Italia
Fonte

Milano Finanza

PAG. 13 - del 03-gen-2026
Partenza con 20 azioni

Dopo i forti rialzi dell’anno scorso, ora a Piazza Affari serve un approccio selettivo. Energia e banche nel portafoglio di Ersel. Carlo De Vanna, Co-responsabile della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel, ne parla a Milano Finanza.

 

Dopo un ottimo 2025 serve maggior selettività a Piazza Affari. Il 2026 presenta prospettive moderatamente positive, sebbene persistano elementi di incertezza che suggeriscono un approccio selettivo e disciplinato da parte degli investitori. Le previsioni economiche indicano una crescita leggermente superiore rispetto al 2025, pur rimanendo contenuta in termini storici.

Questo scenario, unito a valutazioni sui multipli ancora inferiori alla media europea e internazionale, può sostenere un ulteriore apprezzamento (+30% nel 2025, il top dal 2000) dell’azionario domestico: il massimo storico a 50.109 punti per l’indice Ftse Mib, livello toccato a marzo del 2000, non è più una chimera (+10,5% rispetto ai valori attuali), anche se il contesto generale sarà più volatile rispetto al passato, alla luce delle incertezze sulla tenuta dell’economia americana e sull’impatto dei piani di investimento in Europa, oltre che per le tensioni geopolitiche persistenti. Con l’Europa che dovrebbe crescere poco sopra l’1% e la Germania in lenta ripresa dopo anni di stagnazione (circa l’1,2% annuo nel 2026-2027), il valore si sposta sempre più su segmenti e storie specifiche. [...] 
 

Le best picks di Ersel


Interpump e Reply sono presenti anche nella rosa delle 10 azioni di PIazza Affari da cavalcare per iniziare bene il 2026 segnalata a Milano Finanza da Carlo De Vanna, Co-responsabile della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel. La prima per la sua capacità di crescita per acquisizioni, «crediamo possa proseguire sulla stessa strada anche nei prossimi anni, magari sfruttando la debolezza finanziaria di alcuni competitor di nicchie limitrofe», la seconda per la campagna di espansione anche in altri Paesi europei (e non solo) che le permette di utilizzare la cassa generata per completare l’offerta e guadagnare quote di mercato: «crediamo che l’avvento dell’AI possa costituire un’ulteriore occasione di crescita» per la società attiva nel settore della consulenza informatica e dell’integrazione dei sistemi.

Opera in un altro settore De’ Longhi. La cassa accumulata le offre ulteriori possibilità di consolidamento e spunta anche l’ipotesi di quotare la divisione di macchine da caffè professionali che sta crescendo a tassi molto sostenuti.
 

Le Magnifiche 7


Con Piazza Affari bancocentrica non possono mancare all’appello alcuni istituti di credito. Il processo di consolidamento interno si conferma un tema di rilevante interesse così come l’elevata remunerazione agli azionisti tramite dividendi e buyback. Bper è la banca più a sconto rispetto ai multipli ed è anche potenzialmente interessante alla luce della prosecuzione del m&a. Offre, inoltre, un rendimento del dividendo del 6% come quello di Intesa Sanpaolo che «rappresenta lo stato dell’arte delle banche in Italia perché negli ultimi anni ha già fatto quello che le altre stanno cercando di fare. Non sarà direttamente coinvolta dal m&a per problemi di antitrust, ma può avvantaggiarsene indirettamente, magari con qualche operazione nel risparmio gestito?», si domanda De Vanna, suggerendo poi Webuild, che unisce multipli ancora interessanti a una buona diversificazione geografica, e Tim perché con la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie la parte più speculativa della storia è terminata.

Ora il colosso tlc si concentrerà sul miglioramento dei margini e sul pagamento di dividendi interessanti. L’opzione di un consolidamento nel settore sarebbe un’eventuale sorpresa positiva. Chi, infine, può brillare ancora nel comparto energetico è Enel, una delle maggiori utility al mondo, soprattutto nelle rinnovabili, con un’ottima diversificazione di fonti di approvvigionamento e di mercati di sbocco. Il debito sotto controllo e la capacità di mitigare le oscillazioni dei margini le permetteranno di restare tra le maggiori pagatrici di dividendi (4,7%) del mercato.

E se verso la fine del 2026 si completerà la fusione tra Saipem e la norvegese Subsea7, che porterà vantaggi in termini di posizionamento geografico e di diversificazione di offerta, vantaggi che il mercato al momento sta scontando solo in parte, Tenaris è una delle migliori società in un settore oligopolistico. «Dispone di così tanta liquidità che trova difficile effettuare nuovi investimenti a causa della sua posizione già dominante nel mercato; pertanto», conclude De Vanna, «può proseguire con il buyback. Anche se resta un settore ciclico, crediamo che gli investimenti da parte delle grandi compagnie petrolifere riprenderanno con vigore nei prossimi anni».

Intervista a
Carlo De Vanna

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