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Dopo il rimbalzo dell’obbligazionario, il nuovo anno si apre all’insegna dell’asset class. Strategie flessibili, mercati emergenti e gestione attiva al centro delle scelte dei fund selector. Ne parla Corrado Ciavattini, Responsabile area Multi Asset & Multimanager Ersel AM SGR, a Focus Risparmio.
Il 2025 ha lasciato un segno evidente nel mercato obbligazionario: dopo anni di rendimenti compressi e curve piatte, il reddito fisso è tornato a dare soddisfazioni, con cedole generose che hanno premiato chi è rimasto fedele alla classe. Il nuovo anno, però, si profila meno lineare. Gli spread sono compressi, i margini per il guadagno in conto capitale ridotti e le politiche monetarie hanno perso parte della loro capacità di sostegno. In questo scenario, la differenza tra portafogli vincenti e mediocri passa dalla capacità di selezionare gestori e strategie, più che dalla scelta effettiva dell’asset class. [...]
Se la fase precedente premiava più la direzionalità che le competenze, oggi gli occhi degli investitori si rivolgono ai gestori.
“Già dallo scorso anno, nell’ambito del reddito fisso, la nostra attenzione si è progressivamente spostata da allocazioni direzionali e prevalentemente passive verso strategie più flessibili e a gestione attiva”, racconta Corrado Ciavattini, Responsabile area Multi Asset & Multimanager Ersel AM SGR. Non è più sufficiente d’altronde seguire il mercato: occorre saper navigare curve, differenziali e segmenti con mano esperta. Il ciclo dei tassi, ormai agli sgoccioli, ha reso evidente la necessità di questo cambio di passo.
“Con il ciclo di tagli dei tassi ormai concluso in Europa e in fase di esaurimento negli Stati Uniti, riteniamo che gran parte della compressione dei tassi sia ormai alle nostre spalle”, continua Ciavattini. E a questo si aggiunge il rischio fiscale: “Il diffuso aumento della spesa pubblica e il deterioramento dei bilanci statali rendono concreto il rischio di movimenti avversi sulle obbligazioni governative”.
In altre parole, i rendimenti possono sembrare ancora interessanti, ma il rischio di rialzi dei tassi non va sottovalutato, e strategie di puro carry risultano oggi poco attraenti.
[...] Sul fronte del credito, poi, la cautela è la parola d’ordine. L’esperto sottolinea come “sia la parte investment grade, che quella high yield, siano caratterizzate da spread ai minimi o molto vicini ai minimi di lungo periodo e tassi di default limitati”. Per questo, “non ci sono forti incentivi a privilegiare emittenti con i rating più bassi”.
Corrado Ciavattini ricorda come alcuni eventi negli Stati Uniti hanno reso evidente “un deterioramento della qualità del credito e dei covenants”, rafforzando la necessità di affidarsi a gestori esperti. In questo contesto, restano interessanti le obbligazioni subordinate bancarie “in particolare in Europa”, dice l’esperto di Ersel AM, “dove la solidità dei bilanci bancari rappresenta un elemento di supporto. Anche in questo ambito, tuttavia, rimane fondamentale affidarsi a gestori specializzati e a un approccio discrezionale, in grado di operare efficacemente in un mercato destinato a diventare sempre più selettivo”.
Un capitolo a parte merita il debito dei mercati emergenti, vero banco di prova per le capacità di fund selection. Ciavattini osserva come “gestori con mandati flessibili, in grado di muoversi tra i diversi segmenti del mercato, inclusi i Paesi emergenti”, possano trarre vantaggio da tassi reali elevati e pressioni inflazionistiche moderate. [...]
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