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Andrea Rotti
Intervista a
Amministratore Delegato
Fonte

FundsPeople

del 10-set-2026
FundsPeople Italy Awards 2026, i finalisti nella categoria miglior CEO

Il ruolo del CEO è oggi chiamato a confrontarsi con la continua trasformazione dell’industria, accelerata dall’intelligenza artificiale, dall’evoluzione della regolamentazione e da nuovi equilibri nella gestione della ricchezza in un panorama di mercato sempre più incerto. Parla Andrea Rotti, Amministratore delegato di Ersel, a FundsPeople.

In Italia, una delle sfide più rilevanti sarà saper indirizzare il patrimonio finanziario anche alla luce del grande passaggio generazionale atteso nei prossimi anni e delle molteplici sfide legate alla demografia. Per guidare le proprie organizzazioni in questo contesto, visione strategica, leadership e capacità di esecuzione sono qualità essenziali, insieme alla capacità di ascolto, fondamentale per costruire fiducia e coesione all’interno dei team, migliorare la qualità delle decisioni e rafforzare le relazioni con investitori e clienti.

FundsPeople ha coinvolto la comunità finanziaria italiana per individuare il miglior CEO di asset manager di medie dimensioni o gruppo bancario italiano, che sarà annunciato durante la cena di gala dei FundsPeople Awards 2026, in programma a Milano il prossimo17 settembre. In questo articolo vengono presentati i finalisti, elencati in ordine alfabetico in base alla società. La selezione è il risultato di un sondaggio di FundsPeople condotto lo scorso aprile, al quale hanno partecipato 215 asset manager internazionali operanti in Italia. [...]
 

Quali competenze, qualità personali o esperienze ritiene abbiano maggiormente contribuito alla sua efficacia nel ruolo di CEO?


Credo che un CEO debba saper coniugare visione strategica e leadership. Avere una visione strategica significa orientare le scelte con uno sguardo di lungo periodo, adattandole con pragmatismo a un contesto in continua evoluzione. La leadership, invece, non è solo capacità decisionale, ma ascolto, confronto e valorizzazione delle competenze. È così che si costruiscono fiducia, coesione e decisioni più solide, all'interno dell'organizzazione e nelle relazioni con clienti e mercato, dice Andrea Rotti, Amministratore Delegato di Ersel Banca Privata.
 

Come è evoluto il settore italiano del risparmio gestito negli ultimi anni e quali sono state le principali sfide che ha dovuto affrontare nel suo ruolo di CEO?


Il wealth management sta vivendo una fase di maturità caratterizzata da una competizione sempre più intensa e da una crescente concentrazione degli operatori. Digitalizzazione, intelligenza artificiale ed evoluzione normativa stanno ridefinendo il mercato. La sfida, per un CEO, è governare i cambiamenti mantenendo visione e obiettivi: una consulenza altamente specializzata, multidisciplinare e personalizzata, dove l’innovazione tecnologica rafforza l'efficienza, ma il vero elemento distintivo resta la relazione di fiducia con il cliente.
 

Quali sono oggi gli obiettivi prioritari, nel breve e nel medio-lungo termine, per lo sviluppo del suo gruppo e il rafforzamento del suo posizionamento sul mercato?


Il nostro obiettivo è continuare a crescere senza rinunciare all'identità che contraddistingue Ersel da quasi novant'anni. Per una boutique indipendente, crescere non significa aumentare le dimensioni, ma rafforzare competenze, qualità del servizio e presenza sul territorio. In questa direzione si inserisce l’espansione nel Triveneto, oggi nuovo pilastro strategico accanto a Piemonte e Lombardia. Parallelamente continuiamo ad ampliare le competenze del gruppo, dal wealth planning al family office, dal corporate finance ai private market, dove l'ingresso in minoranza nel capitale di Merito SGR rappresenta un primo passo nello sviluppo di soluzioni proprietarie. L'ambizione è consolidarci come boutique indipendente e punto di riferimento nazionale nel wealth management di fascia alta.
 

Quale trasformazione del settore ritiene avrà il maggiore impatto sul modello di business della sua società nei prossimi anni?


Le trasformazioni saranno molteplici, ma ne vedo due particolarmente rilevanti. La prima è il grande passaggio generazionale della ricchezza che interesserà l'Italia nei prossimi anni. Sarà necessario affiancare le famiglie con una consulenza sempre più evoluta, multidisciplinare e orientata al lungo periodo, capace di affrontare patrimoni complessi e di favorire una maggiore cultura dell'investimento, anche a beneficio dell'economia reale.

La seconda riguarda la tecnologia e l'intelligenza artificiale, che non sostituiranno la relazione, ma la renderanno ancora più efficace. Automatizzare attività operative e di analisi consentirà ai banker di dedicare più tempo alla consulenza, all'ascolto e alla costruzione di soluzioni personalizzate. Per una boutique come Ersel la tecnologia è un acceleratore della qualità del servizio, non un'alternativa alla relazione fiduciaria che resta il cuore del nostro modello. [...]

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Andrea Rotti

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