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Federico Taddei
Intervista a
Direttore Private Banking
Fonte

FundsPeople

del 18-set-2026
Miglior director rete private banking italiana specializzata: i finalisti di FundsPeople Italy Awards 2026

Competenze specialistiche e integrazione tra investimenti e protezione: così le reti di private banking puntano a soddisfare le esigenze sempre più articolate del mercato di riferimento, in cui alla gestione delle finanze e del patrimonio dei clienti si affiancano la tutela e la consulenza su tutti gli aspetti della vita famigliare e aziendale. Parla Federico Taddei, Vice direttore generale e head of private banking di Ersel Banca Privata, a FundsPeople.

I gestori internazionali interpellati per i FundsPeople Awards 2026 hanno individuato, con i loro voti, una rosa dei migliori director delle reti di private banking italiane specializzate o di Gruppi assicurativi. Tra i finalisti ci sono i professionisti che hanno saputo accompagnare la crescita e l'espansione delle rispettive realtà nell'anno passato, ponendo le basi per un solido futuro. [...]

Federico Taddei è Vicedirettore Generale e Head of Private Banking di Ersel Banca Privata. Inizia la sua carriera nel 1997 nel campo della consulenza strategica, prima di entrare in Banca Euromobiliare nel 2003 in qualità di direttore marketing e business development. Dopo aver seguito numerosi progetti nell'ambito wealth management, entra nel Gruppo Ersel dal 2009.
 

Come stanno cambiando le competenze, qualità e skill necessarie per guidare con successo una rete di private banking?


Guidare oggi una realtà di private banking richiede un mix di competenze, capacità relazionali e visione strategica. La conoscenza dei mercati e degli strumenti finanziari deve essere accompagnata dalla capacità di comprendere la complessità dei patrimoni e le esigenze dei clienti. Negli ultimi anni il ruolo del banker è profondamente cambiato: non è più soltanto un gestore degli investimenti, ma un consulente patrimoniale a 360 gradi, capace di dialogare con imprenditori, famiglie e investitori su temi che riguardano la gestione della ricchezza, la pianificazione successoria, la governance familiare e il rapporto tra patrimonio personale e patrimonio aziendale.

Parliamo di “consulenza evoluta” dove servono multidisciplinarietà, capacità di ascolto e attitudine a costruire relazioni di lungo periodo. Il valore del professionista non è solo nella soluzione che propone direttamente, ma nella capacità di attivare un ecosistema di competenze specialistiche per offrire risposte personalizzate. A queste competenze si aggiungono passione, determinazione e correttezza nei rapporti professionali: elementi che considero fondamentali per costruire fiducia, lavorare in squadra e guidare organizzazioni complesse.
 

Come si esprime nel concreto il rapporto tra la direzione centrale e la rete?


Il rapporto tra direzione e struttura dei private banker deve fondarsi su una collaborazione continua e su un equilibrio tra indirizzo/supporto strategico e fiducia/autonomia operativa. A livello di direzione è fondamentale condividere in maniera chiara la visione di medio periodo e i pilastri del piano di sviluppo ma anche mettere a disposizione della rete strumenti, competenze e piattaforme innovative, creando le condizioni affinché i professionisti possano concentrarsi sulla relazione con il cliente e sulla costruzione del rapporto di fiducia, che è l’elemento distintivo per il nostro modello di business.

Per questo il dialogo deve essere necessariamente bidirezionale: la strategia deve tradursi in azioni di concreto supporto attraverso il confronto costante con chi ogni giorno vive la relazione con la clientela. In una boutique come Ersel questo aspetto assume un valore ancora maggiore: la dimensione e il modello organizzativo consentono una maggiore vicinanza tra struttura centrale e professionisti, favorendo velocità decisionale, personalizzazione e condivisione della cultura aziendale.
 

Quali sono i vostri obiettivi di medio e lungo periodo?


Nel breve periodo l’obiettivo è continuare a rafforzare la squadra con l’inserimento di professionisti di talento, una decina nei prossimi 12-18 mesi, e in grado di valorizzare il nostro modello di boutique di wealth management e di interpretare le specificità della nostra clientela. Parliamo principalmente di investitori con patrimoni complessi, famiglie imprenditoriali. Il rafforzamento della squadra di banker di fascia alta è sicuramente un tassello rilevante del piano di espansione territoriale nel Triveneto, che è parte di un progetto più ampio di consolidamento del Gruppo nelle areestrategiche del Nord Italia.
 

In che modo il passaggio generazionale sta influenzando il settore, nei rapporti con la clientela ma anche nel reclutamento e nella gestione dei professionisti?


Il passaggio generazionale della ricchezza rappresenta una delle principali sfide che il private banking sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Secondo previsioni, 300 miliardi di euro saranno trasferiti tra generazioni nei prossimi 8-10anni in Italia, coinvolgendo patrimoni familiari strutturati, aziende e partecipazioni imprenditoriali. Ed anche il profilo del cliente sta cambiando: è più informato, internazionale e consapevole. Le nuove generazioni sono più digitali, hanno un interesse maggiore verso investimenti alternativi, una crescente attenzione ai temi della sostenibilità.

Il tema del passaggio generazionale riguarda anche i banker: il settore deve essere in grado di attrarre giovani talenti, agevolando la condivisione dell’esperienza maturata dai professionisti senior e investendo in innovazioni tecnologiche e digitali necessarie per costruire un dialogo con le nuove generazioni di clienti. Al fine di preservare il patrimonio di competenze e relazioni costruito negli anni, Ersel ha avviato percorsi di affiancamento tra professionisti senior e junior, favorendo un trasferimento graduale di esperienza e conoscenza. Un modello che consente di garantire continuità nella consulenza e nella relazione con la clientela.

Quello che ancora manca in generale è una cultura finanziaria solida, su cui è importante investire con uno sguardo soprattutto alle nuove generazioni. In Ersel abbiamo avviato da tempo diverse iniziative: la Junior Academy, attiva dal 2017, propone percorsi dedicati a bambini e ragazzi, pensati per introdurre in modo semplice i concetti base dell’economia e della finanza. Mentre nel 2023 abbiamo esteso l’iniziativa con il format Young 4Growth rivolto ai giovani con età compresa tra i 13 e i 17 anni dove si unisce educazione finanziaria, imprenditorialità e confronto diretto con il mondo delle imprese. I temi riguardano settori di potenziale interesse (aerospace, sport, agribusiness, gaming, automotive, tecnologia, digital, fashion) con particolare attenzione a sostenibilità e a innovazione tecnologica, con l’uso di un linguaggio accessibile e dinamico, volto a favorire la formazione di una nuova generazione più consapevole in ambito finanziario e gestione patrimoniale.

Altra iniziativa è l’Ersel Academy, avviata nel 2016 e giunta oggi alla XIV edizione, con l’obiettivo di creare valore nel tempo attraverso una maggiore conoscenza e confronto di qualità tra clienti e professionisti del wealth management. Negli anni sono stati coinvolti centinaia di partecipanti, con oltre 600 ore di formazione erogate, combinando teoria e pratica attraverso simulazioni e momenti di confronto in aula. Un percorso strutturato, sviluppato in collaborazione con l’AIPB, e con il contributo dei docenti dell’Università Cattolica di Milano. [...]

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Federico Taddei

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