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Quando i mercati corrono, il confine tra crescita strutturale e bolla speculativa diventa sottile. Ne parla Giorgio Bensa, Direttore Investimenti Ersel Asset Management a L'Economia.
Nel 2026 alcuni settori restano sotto osservazione, attirano capitali e promettono trasformazioni profonde, ma pongono interrogativi sulla sostenibilità delle valutazioni.
Secondo Giorgio Bensa, Direttore Investimenti di Ersel AM, il principale indagato resta l'intelligenza artificiale: «l'interesse degli investitori è stato già significativo, pesando nel bene e nel male sul prezzo dei titoli coinvolti». Il rischio di eccessi non può essere escluso, ma «siamo ancora in un contesto sano», segnato da investimenti rilevanti e da una competizione aperta.
Il punto chiave, secondo Bensa, è la capacità delle aziende di finanziare autonomamente lo sviluppo tecnologico, in una fase in cui «la visibilità sulle prospettive di affermazione e monetizzazione resta ancora scarsa». Il mercato, intanto, sta già selezionando.
«Tra i fornitori della tecnologia si discrimina in funzione della capacità di autofinanziare gli investimenti necessari», osserva Bensa. Società come CrowdStrike e, in misura minore, Oracle risultano più esposte, mentre gruppi come Alphabet, Amazon e Microsoft appaiono avvantaggiati.
Le ricadute dell'AI, inoltre, si estenderanno anche alle aziende che sapranno integrarla per rendere più efficienti processi e servizi. [...]
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