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Carlo De Vanna e Marco Nascimbene, Co-head della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel: "Puntiamo sulla capacità di creare valore, investendo in mid e small caps".
"Nel caso in cui la situazione si normalizzasse in tempi brevi, e quindi venisse scongiurato il rischio recessione, crediamo possa essere la volta del settore industriale e dei titoli più ciclici, rimasti molto indietro e che trattano a multipli storicamente compressi".
Questa è la previsione di Carlo De Vanna e Marco Nascimbene, Co-head della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel.
"L'unico approccio sensato" spiegano, "prevede la riduzione dei rischi di portafoglio e la ricerca di maggiore liquidità nella scelta dei titoli, in modo da essere liberi di cambiare velocemente idea se la situazione dovesse richiederlo". E sui titoli su cui punta maggiormente la boutique dicono: "Abbiamo sempre guardato molto alla capacità di creare valore investendo in aziende di minore dimensione, mid e small caps".
L'azionario italiano gode di una situazione piuttosto unica tra i mercati sviluppati: la composizione dell'indice principale, il FTSE MIB, è perfettamente bilanciata tra finanziari (30% circa) utilities (un altro 30%), petroliferi ed industriali (20% circa) e settori piccoli come pharma, telefonia, alimentari, etc. (20% rimanente). Questo bilanciamento permette di trovare idee di investimento sia in contesti di crescita globale, come è successo negli ultimi anni, sia in scenari di maggiore fragilità come quello attuale.
Fornisce anche una certa protezione nei confronti dei movimenti dei tassi che, quando vengono tagliati dalle Banche Centrali, favoriscono i titoli difensivi, mentre quando iniziano a salire aiutano il settore finanziario. Infine il grande numero di piccole e medie aziende presenti negli indici mid e small caps offre anche una indiretta esposizione ai mercati internazionali dove le nostre aziende hanno spesso posizioni di leadership globale.
Per oltre due anni il mercato azionario italiano ha registrato una performance eccellente che lo ha visto tra i migliori mercati a livello mondiale. Una buona parte di questo risultato lo dobbiamo al settore bancario dove abbiamo già assistito a tanto attesi processi di consolidamento tra istituti e che tuttora resta tra i settori più posseduti del listino.
Nel corso dell'ultimo anno le utilities hanno in parte preso il testimone delle banche grazie alla visibilità del business ed infine, dall'inizio di marzo, è stata la volta dei petroliferi che hanno sfruttato la situazione creatasi con l'attacco di Usa ed Israele all'Iran. Nel caso in cui la situazione si normalizzasse in tempi brevi, e quindi venisse scongiurato ìl rischio recessione, crediamo possa essere la volta del settore industriale e dei titoli più ciclici, rimasti molto indietro e che trattano a multipli storicamente com pressi. [...]
Come Ersel abbiamo sempre puntato Azionario Italia / wealth molto sulla capacità di creare valore investendo in aziende di minore dimensione, mid e small caps, che proprio a causa della ridotta liquidità non hanno una copertura internazionale da parte delle case di investimento e comunque risultano "difficili da interpretare" da parte dei maggiori fondi stranieri. Questo ci ha spesso permesso di comprare, a multipli più bassi della media, aziende che però sono cresciute a tassi sensibilmente superiori rispetto alla crescita del Pil italiano.
L'Italia è una fucina di "multinazionali tascabili", cioè di aziende che fatturano poche decine o centinaia di milioni, ma che esportano gran parte del proprio fatturato grazie ad una leadership riconosciuta. Spesso si tratta di aziende familiari che, ad un certo punto del processo di crescita, decidono di farsi comprare da aziende straniere di maggiore dimensione. Da un lato questo ci priva di future occasioni di investimento, dall'altro il prezzo di cessione permette di registrare importanti guadagni per tutti gli azionisti.
Semmai rende ancora più urgente aumentare il numero di aziende e di imprenditori che si avvicinano alla quotazione. Abbiamo recentemente lanciato un nuovo fondo chiusa chiamato Fondersel Opportunità Italia che, all'interno di una più ampia iniziativa promossa con risorse del Fondo Nazionale Strategico Indiretto, investirà proprio in questo segmento di aziende. Crediamo che l'iniziativa possa da un lato incentivare l'approdo in borsa di nuove aziende e dall'altro aumentare la liquidità su quelle già presenti per farne emergere appieno il valore tuttora parzialmente inespresso.
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