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La finanziaria lima gli utili di banche, assicurazioni ed energetici. Ecco, settore per settore, le azioni più colpite dalle misure del governo e quelle meno penalizzate in virtù del loro business diversificato. E i dividendi? Sono al sicuro. Carlo De Vanna, Co-responsabile della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel, ne parla a Milano Finanza.
La manovra 2027 da 26 miliardi cambia i numeri, ma non le ragioni che portano a investire sull’Italia. Il dato più importante riguarda le banche: le stime degli analisti indicano un impatto tra il 4 e il 4,5% sull’utile per azione 2027 per effetto dell’aumento di tre punti dell’Ires. Per assicurazioni, energia e utility indicativamente tra l’1 e il 3% dell’eps, con differenze rilevanti tra un modello di business e l’altro. [...]
Proprio Eni è tra le società che uniscono tre caratteristiche: utili che crescono più velocemente del prelievo, una parte molto limitata degli utili tassati in Italia e una politica di dividendi ambiziosa. Intesa Sanpaolo, grazie alla crescita degli utili e a una distribuzione elevata (6,3% il rendimento del dividendo, si veda la tabella in pagina), può compensare buona parte dell’effetto fiscale. [...]
«Tutte le banche, Unipol e Generali hanno capitale in eccesso e una situazione patrimoniale florida. Quindi destinano tra il 50 e l'80% dell'utile per remunerare gli azionisti. Utile», fa presente Carlo De Vanna, Co-responsabile della gestione sul mercato azionario italiano di Ersel, «visto in crescita in media del 10%, ben più dell’impatto del 5% delle nuove tasse. Per cui sono convinto che nessuna banca cambierà la propria politica di distribuzione dei dividendi». [...]
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