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L’emergenza Coronavirus ha portato con sé anche un’inconsueta serie di violente oscillazioni sui mercati. Mai era successo che a picchi di rialzi, anche sopra al 10%, seguissero subito repentine ricadute di altrettanta entità.

La geometria della ripresa

Focus

I tempi incerti dell’emergenza

È difficile dire a che punto si trovi il mercato adesso e quando la volatilità potrà essere definitivamente placata.

Mai prima d’ora era capitato di veder affondare i listini a così grande velocità, anche di 20 punti percentuali in poche sedute. Se da un lato questa volatilità eccessiva mette a dura prova anche i nervi degli investitori più navigati, dall’altro può però portare a grandi opportunità.

Uno sguardo ai numeri del passato mostra che le giornate nere in Borsa hanno sempre condotto a chance di guadagno. È successo nel 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothes ma anche dopo la crisi asiatica del 1997 e dopo quella russa del 1998. In tutti questi casi, nell’anno seguito ai minimi, i listini hanno quasi sempre riguadagnato tra i 20 e i 50 punti percentuali del terreno perso. Sui cinque anni, la gran parte delle Borse ha, invece, recuperato tutto il terreno perso dalle giornate più buie, e per sei su dieci è arrivato addirittura il raddoppio dei valori.

È difficile dire a che punto si trovi il mercato adesso e quando la volatilità potrà essere definitivamente placata. Dopo un mese di marzo a dir poco tumultuoso il quadro di riferimento continua a essere dominato da incertezza: in Cina le statistiche sul Coronavirus evidenziano un progressivo calo dei nuovi contagiati. Dall’Italia, Paese purtroppo tra i più colpiti dall’emergenza, arrivano indicazioni contrastanti mentre si sta aprendo il nuovo pericoloso fronte degli Stati Uniti. Chiaro è che l’epidemia e le restrizioni che ne sono conseguite avranno impatti importanti sulla crescita economica globale e su quella degli utili aziendali. In arrivo ci sono già revisioni al ribasso delle previsioni.

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