close
share

La geopolitica si è trasformata in un vento che soffia forte sui mercati finanziari. Un vento che ha iniziato a farsi sentire con la Brexit, ha mostrato il proprio influsso con l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, ed è diventato impetuoso con l’esplosione della pandemia di Covid-19.

Le nuove sfide della geopolitica

Focus

Le guerre e l'Europa

In questo contesto la guerra in Ucraina e l’escalation in Medio Oriente rappresentano nuovi catalizzatori che contribuiscono a mescolare i tanti tasselli. Nel contesto attuale l’Europa non si trova in una buona posizione di partenza.

Con l’invasione russa dell’Ucraina e l’attacco di Hamas a Israele, l’importanza delle questioni geopolitiche ha preso una forte accelerata. È da pensare che questa importanza continuerà a farsi sentire anche nel futuro prossimo e che per forza di cose avrà sempre più rilievo nelle scelte degli operatori di Borsa. Oramai le crisi si susseguono con sempre maggiore frequenza e la geopolitica è una delle principali variabili con cui gli investitori devono fare i conti. Le sorti del decennio che viviamo sono frammentate in uno scenario che gli analisti hanno chiamato nuovo «disordine mondiale».

Per capire di cosa si tratta occorre tornare indietro alla seconda metà del secolo scorso. All’epoca l’ordine mondiale era dominato dal bipolarismo. In questo quadro Stati Uniti, da una parte, e Unione Sovietica, dall’altra, si opponevano e si polarizzavano a vicenda. Nel 1989, con il crollo del muro di Berlino, ha preso definitivamente il sopravvento il blocco della democrazia liberale e il bipolarismo è stato archiviato. Successivamente, dopo un primo periodo di supremazia statunitense, ha via via acquistato preminenza una nuova formazione costituita da due nuove potenze: da una parte gli Stati Uniti, già potenza mondiale affermata, e dall’altra la Cina, area in forte crescita e alla ricerca di una maggiore influenza globale. Anche questo modello però non è più del tutto attuale: secondo gli analisti ora ci troviamo in una fase di multipolarità che però è caratterizzata da un «disordine mondiale» più che da un «ordine mondiale».

Si stanno, infatti, formando nuove alleanze internazionali, come gli Stati BRICS, composti da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. I Paesi del Sud del mondo stanno cercando più spazio sulla scena. Si tratta di raggruppamenti che sono estremamente forti in termini di proporzione della popolazione mondiale che rappresentano. Al momento il caleidoscopio viene ancora agitato e i pezzi al suo interno non si sono assestati. Per capire quali forme prenderanno i tanti pezzi è troppo presto.

In primo piano c’è sicuramente la dipendenza dell’area dall’approvvigionamento energetico esterno. In tal senso, l’Europa soffre il rischio di possibili sbalzi dei prezzi del petrolio e soffrirebbe profondamente una eventuale fiammata delle quotazioni del barile. Inoltre il rincaro dei valori del barile colpirebbe l’Eurozona in un momento in cui i suoi settori ad alta intensità energetica non si sono ancora ripresi e la loro produzione è ancora al di sotto del livello visto prima della pandemia. Il timore è che uno scenario di rincari dei prezzi dell’energia possa pesare sul ritorno alla crescita dell’Europa, e non solo.

Secondo i calcoli del Fondo monetario internazionale, un aumento del 10% del prezzo del petrolio farebbe aumentare l’inflazione globale di 0,4 punti percentuali e ridurrebbe la crescita economica di 0,15 punti percentuali. È chiaro che l’Europa adesso si trova di fronte a nuove sfide da affrontare. Questa volta ci sono però nuovi ostacoli a intralciare il cammino: se dalla crisi in Ucraina la Ue è uscita rafforzata, il conflitto in Medio Oriente sta invece evidenziando le debolezze di una Unione divisa e confusa che non riesce a procedere unita. In Ucraina l’Europa ha, infatti, dimostrato forza, ha agito con decisione e si è espressa con una sola voce, tanto da far parlare del risveglio di un’unione geopolitica.

Nella crisi mediorientale invece sono tornate alla luce le contraddizioni e le tante spaccature di sempre con i leader di Bruxelles che, anziché dimostrare la propria capacità di agire in una situazione di crisi internazionale, si sono mossi in maniera confusa e contradditoria. Le opportunità di rimettere in sesto le recenti incrinature non mancheranno. Anche perché la posta in gioco è grande: il rischio è di contribuire a una nuova, più instabile geopolitica regionale e internazionale e di finire con il pagare un prezzo più salato del previsto.

Continua leggendo il pdf.


RISPARMIO ENERGETICO ATTIVO

Questa schermata consente al tuo monitor di consumare meno energia quando il computer resta inattivo.

Clicca in qualsiasi parte dello schermo per riprendere la navigazione.