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Carlo De Vanna
Intervista a
Team investimenti equity Italia
Fonte

Il Sole 24ORE Plus - Pag. 6

del 25-apr-2020
Small Cap, attenzione ai debiti

Da un lato il fermo totale dell'attività, che per molte piccole aziende vuol dire crisi di liquidità e una voragine nel bilancio. Dall'altro, il ritorno a un'economia più legata al territorio, a causa della chiusura dei confini. Per le società di dimensione ridotte, a vocazione locale o nazionale, il destino è a un bivio.

Eppure in borsa a Milano l'indice delle small cap, le società a piccola capitalizzazione, non ha patito più di quello principale, dove sono quotati i big. Anzi: dall'esplosione anche in Italia del coronavirus, il Ftse Italia Small Cap è a -26% contro il -31% del Ftse Mib. Viceversa, il lockdown è stato più impietoso per le società estere. La minore liquidità delle piccole e medie imprese del nostro paese le ha protette dalle rapide prese di beneficio tipiche dei ribassi azionari. ll rapporto tra prezzo e utili attesi, infatti, è rimasto a premio su quello delle large cap.

In questo momento, però, il parametro da guardare per investire in una small cap è il rapporto tra debiti e margine operativo lordo, come spiega Carlo De Vanna, cogestore Equity Italia Ersel: «Indica in quanti anni un'azienda può ripagare il debito. Più di quattro devono mettere in allerta, perché se l'economia non riparte il debito potrebbe dover essere ristrutturato, con strascichi di anni sul bilancio». Chi opera sul mercato dei capitali solleva l'opportunità e la necessità per le aziende di diversificare le fonti di finanziamento, aprendo a investitori istituzionali o alla borsa, per chi è pronto. (...)

Al netto delle singole storie, più o meno virtuose, l'impatto del coronavirus sulle small cap dei diversi settori è comune al resto del mercato: le più danneggiate operano nel commercio, nei viaggi, nei servizi finanziari, nella filiera dell'auto. Viceversa, vanno bene i farmaceutici, gli alimentari e la tecnologia legata all'automazione dei processi e all'outsourcing del lavoro.

«Sono favorite soprattutto le utility - aggiunge DeVanna -, che riescono a pagare dividendi, a differenza di molte società bancarie o industriali che l'hanno tagliato. In generale, il nostro scenario di base prevede che quest'anno difficilmente il mercato azionario riuscirà a recuperare, ma che l'anno prossimo tornerà ai livelli di fine 2019 ».

Intervista a
Carlo De Vanna

Carlo De Vanna

Team investimenti equity Italia
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Il Sole 24ORE Plus - Pag. 6

del 25-apr-2020
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