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Paolo Franco
Intervista a
Responsabile Private Markets
Fonte

Funds People

del 14-mag-2026
Private equity secondario tra liquidità e valore

Negli ultimi anni il mercato del secondary private equity ha assunto un ruolo sempre più centrale all’interno dell’ecosistema dei private market, trasformandosi da segmento di nicchia a componente strutturale delle strategie di investimento.

La crescita dei volumi ne è una chiara evidenza: secondo i dati di settore, il mercato globale è passato da circa 160 miliardi di dollari nel 2024 a oltre 230 miliardi nel 2025, segnando un’accelerazione significativa e confermando un trend destinato a proseguire anche nei prossimi anni. Alla base di questo sviluppo vi sono diversi fattori: il rallentamento delle distribuzioni nei fondi primari, l’aumento dello stock di capitale immobilizzato e la crescente domanda di soluzioni più flessibili da parte degli investitori.

In questo contesto, il secondario si configura non solo come strumento di gestione della liquidità, ma anche come leva per la creazione di valore, grazie alla possibilità di entrare in portafogli già costruiti e con maggiore visibilità sugli asset sottostanti. È partendo da questi elementi che si sono confrontati alcuni degli ospiti della seconda edizione dell’evento organizzato a Milano da FundsPeople, “Il giorno del fund selector”, analizzando come il secondary private equity stia evolvendo e quali implicazioni abbia per la costruzione dei portafogli, in particolare nel segmento private wealth. Il dibattito ha inoltre messo in luce come l’asset class stia progressivamente diventando uno strumento chiave per migliorare l’efficienza complessiva dei portafogli alternativi. [...]

Se il mercato cresce rapidamente, non manca chi invita alla cautela. “Non siamo pionieri sul secondario” ammette Paolo Franco, Responsabile Private Market di Ersel, spiegando come l’approccio della casa sia stato inizialmente prudente e orientatoa evitare scelte dettate dall’entusiasmo. “Quando il mercato si muove sull’onda dell’entusiasmo e del contesto di breve periodo, si rischia di arrivare in ritardo, soprattutto nei private markets” afferma Franco, evidenziando i rischi di un ingresso dettato più dalla moda che da una reale comprensione dell’asset class. Per questo motivo, il secondario viene oggi approcciato con una logica più strutturata e con una maggiore attenzione alla qualità delle opportunità. “Non deve essere visto come una soluzione ai problemi del private equity” chiarisce, ma come uno strumento complementare che offre vantaggi specifici. Tra questi, la riduzione della J-curve e una maggiore visibilità sui portafogli.

Compriamo NAV già esistenti” spiega, con una trasparenza superiore rispetto agli investimenti primari. Un elemento spesso enfatizzato è lo sconto sul NAV, ma Franco invita a non considerarlo l’unico driver. “È interessante, ma non può essere l’unica leva” sottolinea il manager di Ersel, richiamando l’importanza della qualità degli asset sottostanti e della capacità del gestore di creare valore nel tempo. Un altro fattore chiave è l’evoluzione della domanda.

“La clientela oggi è più interessata” afferma sempre Franco, anche grazie a una maggiore familiarità con i private market e alla ricerca di soluzioni più efficienti. Tuttavia, resta fondamentale un’attività di educazione finanziaria per evitare aspettative distorte. “In Italia il peso dei private market è ancora limitato” ricorda, evidenziando come il secondario possa contribuire ad aumentare diversificazione e accessibilità, soprattutto per investitori con orizzonti temporali più contenuti e maggiore attenzione alla liquidità. A suo avviso, proprio questa combinazione di elementi può favorire un’adozione più ampia nei prossimi anni, a condizione di mantenere un approccio disciplinato e selettivo. [...]

Intervista a
Paolo Franco

Paolo Franco

Responsabile Private Markets
Fonte

Funds People

del 14-mag-2026
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