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Federico Taddei
Intervista a
Direttore Private Banking
Fonte

FundsPeople

del 27-ott-2026
 Il futuro del private banking tra le nuove generazioni di clienti e professionisti

Un’industria che cresce sempre più rapidamente e che ha superato i 1.500 miliardi di euro di masse servite a giugno 2026. Federico Taddei, Vicedirettore generale e Direttore Private Banking Ersel, ne parla a FundsPeople.

 

Un mercato interessato da trasformazioni strutturali, dovute a fattori demografici, culturali e tecnologici; il great wealth transfer, il passaggio di ricchezza generazionale che coinvolgerà oltre 3.500 miliardi di euro nei prossimi anni soltanto in Europa; l’età media dei professionisti, che per un banker su tre supera i 50 anni; l’esigenza di traslare la ricchezza e il risparmio delle famiglie dalla liquidità dei conti corrente (dove siedono circa 12 mila miliardi di euro a livello europeo) agli investimenti in economia reale. Sono questi alcuni dei temi chiave del private banking e del wealth management di cui hanno discusso i manager intervenuti all’ottava edizione del Think Tank Private Banking by BNY Investments, organizzato a Milano da BNY Investments e FundsPeople. [...]

“Il passaggio generazionale è un tema sul quale riflettiamo da tempo”, concorda Federico Taddei, Vicedirettore Generale e Head of Private Banking di Ersel Banca Privata. “Già dieci anni fa rappresentava una delle nostre principali preoccupazioni e lo è ancora oggi”, aggiunge. Si tratta di una trasformazione che non riguarda soltanto i clienti, ma coinvolge anche i banker, i top manager delle aziende. In questo contesto, secondo Taddei assumono un ruolo importante il banker e la sua formazione, così come la tecnologia e la capacità di raggiungere le generazioni successive. L’obiettivo comune, e la sfida per gli operatori del settore, è “evitare di essere percepiti come la banca della generazione precedente”, afferma.

Ci sono famiglie in cui convivono quattro generazioni: “Diventa quindi necessario gestire aspettative ed esigenze differenti”, è il parere di Taddei. Formazione, tecnologia e capacità di fornire risposte adeguate sono tutti elementi che vanno in questa direzione. Anche il rapporto con i mercati privati si inserisce in questa dinamica generazionale.

“Parlare di private market con un cliente piuttosto anziano è possibile, ma meno frequente, mentre con le nuove generazioni è più semplice. In alcuni casi, può trattarsi di una domanda ancora inespressa: sta a noi far emergere questa necessità”, commenta Taddei. Per la clientela di fascia alta, inoltre, l’orizzonte temporale degli investimenti può andare oltre la durata della vita dell’investitore. Se si ragiona nel lungo periodo, destinare il 5-15% del patrimonio ai mercati privati riduce il problema dell’illiquidità degli asset, perché questi saranno poi destinati alle generazioni successive. Lo stesso ragionamento vale per gli investimenti in equity: “Il principio secondo cui, nel corso del ciclo di vita, un portafoglio debba ridurre la componente azionaria è valido per la clientela mass e affluent, ma il discorso può essere diverso per i grandi patrimoni”, rileva Taddei. [...]

Intervista a
Federico Taddei

Federico Taddei

Direttore Private Banking
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FundsPeople

del 27-ott-2026
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