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Andrea Rotti
Intervista a
Amministratore Delegato
Fonte

Private

PAGG. 9-12 - del 02-nov-2026
Artigiani dei patrimoni

Ersel Banca Privata taglia il traguardo dei 90 anni tra innovazione e indipendenza. Andrea Rotti, Amministratore Delegato di Ersel: “Curiamo i risparmi della clientela con una visione globale”. Parla al magazine Private.

“Sono trascorsi 90 anni dalla fondazione, ma i nostri tratti distintivi sono rimasti identici: un’azienda integralmente privata e indipendente, guidata dalla visione di lungo periodo delle famiglie fondatrici e del management. Questo ci garantisce continuità, profonda conoscenza del settore e una totale assenza di pressioni congiunturali sui margini”. Così Andrea Rotti, Amministratore Delegato di Ersel Banca Privata, sintetizza l’approccio della società.

“Rispetto alle origini, ma anche a qualche lustro fa, oggi possiamo disporre di tecnologie, organizzazione, competenze molto più avanzate, ma restiamo una boutique capace di offrire un approccio artigianale nella gestione dei grandi patrimoni, occupandoci non soltanto della gestione finanziaria, ma globale”.
 

Il settore della gestione dei grandi patrimoni sta vivendo una fase di profonda trasformazione, segnata da un lato da un continuo risiko bancario e dall’altro da sfide complesse come il passaggio generazionale e l’intelligenza artificiale. In questo scenario, quale ruolo gioca oggi una boutique indipendente?


L’Italia ha una caratteristica strutturale che spesso dimentichiamo: una ricchezza finanziaria investibile delle famiglie straordinaria, pari a oltre 1,6 volte il Pil. Parliamo di circa 3.800 miliardi di euro gestibili, di cui il settore del private banking ne indirizza circa 1.600 miliardi, pari al 42% del totale. Questo rende il nostro paese un bacino fondamentale, dove i patrimoni seguiti da professionisti specializzati sono cresciuti costantemente sopra la media, proprio grazie a una relazione continua che aiuta ad allocare strutturalmente meglio le risorse e a mantenere più stabile la rotta nei momenti di volatilità. Le indagini condotte dall’Aipb confermano infatti un elevato livello di soddisfazione da parte dei clienti, a testimonianza di quanto il confronto costante sia decisivo.In questo contesto, il continuo consolidamento tra le banche generaliste crea enormi gruppi, ricchi di volumi ma potenzialmente più distanti dal cliente. È proprio qui che il modello boutique assume un valore ancora più forte rispetto al passato. Per realtà specializzate come Ersel si aprono spazi d’azione importanti: la nostra forza risiede nella distanza ridotta tra cliente, banker e centro decisionale.
 

L’indipendenza ci permette di evitare logiche di pura distribuzione di prodotto, offrendo una consulenza realmente su misura e basata su una forte affinità culturale con la clientela imprenditoriale. L’indipendenza e il modello sartoriale richiedono comunque una capacità di sostenere costi elevati per la tecnologia e la compliance. Come si coniuga la dimensione da boutique con le esigenze industriali moderne?
 

Bisogna essere intellettualmente onesti: occorre una taglia minima e una massa critica adeguata a reggere le sfide del settore. La regolamentazione è sempre più pervasiva e genera costi operativi rilevanti; la pressione competitiva richiede continui investimenti in tecnologia, nella digitalizzazione dei processi e nell’adozione dell’intelligenza artificiale per efficientare la macchina operativa e liberare tempo prezioso da dedicare alla relazione personale. Il nostro approccio è quello dell’artigiano ben organizzato. Una volta il banker lavorava da solo, gestendo il cliente a 360 gradi in modo più isolato. Oggi il relationship manager, la nostra rete ne conta 74, ha una competenza individuale elevata, ma si appoggia a una struttura centrale altamente qualificata e specialistica. Questo ci permette di gestire la complessità aziendale in modo industriale senza snaturare la natura artigianale e la cura del dettaglio del servizio offerto al cliente. 
 

Sulla scia dei processi di fusione nel mercato bancario, qual è la posizione di Ersel rispetto a possibili operazioni di m&a?


Noi perseguiamo un piano di crescita autonoma e indipendente, focalizzato sullo sviluppo endogeno e su una crescita ragionevole che non alteri il nostro modello di business. Per noi la priorità è il rafforzamento della presenza territoriale nelle aree a più alta vocazione imprenditoriale del Paese. Penso al consolidamento del nostro perimetro storico in Piemonte e Lombardia, ma soprattutto al Veneto e al Triveneto, dove di recente abbiamo aperto tre sedi, Verona, Padova e Treviso, per creare un vero e proprio nuovo pilastro geografico al servizio di famiglie e imprese che parlano la nostra stessa lingua. Proseguiamo poi lo sviluppo a Roma, dove contiamo di crescere ulteriormente, e in Emilia-Romagna tramite un piano graduale. Detto ciò, non siamo chiusi al mercato: in passato abbiamo dimostrato nel processo di integrazione con Banca Albertini di saper realizzare operazioni di crescita esterna capaci di creare valore. Se si presenteranno opportunità coerenti con la nostra identità di specialisti nel wealth management, le valuteremo con grande attenzione e pragmaticità. [...]
 

Nel vostro modello di servizio un ruolo centrale è occupato dalla protezione patrimoniale e dal family office. In che modo aiutate le famiglie imprenditoriali ad affrontare la sfida del passaggio generazionale?


Il passaggio generazionale rappresenta uno dei principali driver di trasformazione dell’intera economia italiana nei prossimi anni. Spesso tra gli imprenditori c’è una certa sovrapposizione tra il patrimonio familiare e i beni aziendali. Il nostro compito è aiutare a fare chiarezza e a strutturare una governance rigorosa, capace di proteggere la ricchezza nel tempo e prevenire potenziali conflittualità. Il nostro family office è pienamente rivolto al mercato e non solo alla clientela del gruppo e offre un servizio altamente qualificato di monitoraggio e presidio globale dei patrimoni complessivi dei clienti. Per dare un’impronta ancora più specialistica a questa attività, da due anni abbiamo creato Simon WealthLex, una società di avvocati nata accanto al nostro storico brand fiduciario Simon. Attraverso questa realtà offriamo servizi legali dedicati alla protezione e all’indirizzo del patrimonio: aiutiamo le famiglie a redigere i patti di famiglia, ad analizzare le strutture societarie più adeguate, fino alla gestione delle successioni e della fiscalità complessa. Si tratta di un’attività fondamentale per garantire la continuità e la stabilità della ricchezza prodotta nel tempo.

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