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Andrea Rotti
Intervista a
Amministratore Delegato Ersel SIM
Fonte

L'Economia del Corriere della Sera - Pag. 33

del 23-mar-2020
«I nostri campioncini meritano fiducia»

«Piazza Affari potrebbe essere la prima che riparte insieme al Paese. Che, come tutti speriamo, ce la farà. Il nostro mercato ha tanti campioni. In questo momento fanno parlare di sè alcune piccole società farmaco medicali. Ma verrà il tempo anche di tante altre società».

Andrea Rotti è l'amministratore delegato di Ersel, il gruppo del risparmio gestito con 19 miliardi di asset in gestione e una lunga tradizione alle spalle.

Ersel, guidata dalla famiglia torinese Giubergía, è stata infatti la prima Sgr autorizzata quando i fondi comuni sono arrivati in Italia ed è recente l'ingresso nel gruppo di Banca Albertini, un altro nome storico del risparmio italiano con leadership familiare.
 

Lo scenario

Quanto durerà la tempesta?

«Questa è la domanda che tutti si fanno e a cui, per ora, è molto complicato rispondere. Ed è proprio questa grave incertezza a innervosire oltremodo i mercati», dice Rotti. Non sanno trovare un punto di appoggio perché da un giorno all'altro, spiega ancora l'Ad di Ersel, è diventato poco praticabile fare analisi fondamentale sulle società. Cioè stabilire quanto valgono in base alla loro possibilità di guadagnare e alla salute del loro bilancio, visto che è lo stesso ciclo economico in cui operano a vivere una condizione straordinaria. «Se, come molti provano a immaginare, avremo alcuni trimestri molto brutti e a seguire una significativa ripresa non ci sasanno danni strutturali all'economia», dice Rotti. Ma, per adesso, non ci sono ancora certezze. Il mercato segue con la massima attenzione l'evoluzione della malattia e la storia, in questo caso, ha fatto dell'Italia un avamposto. È pur vero però che il nostro Paese, anche ipotizzando di uscire per primi dalla pandemia, da solo non va da nessuna parte. Ecco perché l'altra spasmodica attesa dei mercati (e non solo riguardo all'Italia) riguarda le iniziative di politica fiscale. «Quella monetaria, anche se sta facendo molto, a cominciare dall'annuncio notturno di un piano da 750 miliardi fatto dalla Bce, può non bastare. Perché poco può fare per stimolare la domanda», spiega Rotti. Per riparare lo choc subito dalle famiglie e dalle imprese servono iniziative coraggiose dei singoli governi e dell'Unione europea.

Chissà, si domanda ancora Rotti, se sotto la pressione di questa crisi inimmaginabile si arriverà davvero a emettere il primo bond garantito dal bilancio dell'Unione e non dai singoli Paesi. Se abbiamo l'unione bancaria, dice ancora, è anche perché l'Ue si è trovata di fronte la valanga della crisi finanziaria nel 2008.
 

Che cosa possono fare i risparmiatori?

Finché il mercato non riesce a quantificare danni e potenzialità future la volatilità resterà elevata. «Non è un caso che il Vix, l'indice della paura che misura le oscillazioni di Wall Street, in questi giorni abbia raggiunto e in qualche momento superato i livelli estremi toccati dopo il fallimento di Lehman Brothers», dice ancora Rotti.

Per gli investitori è importante non fare scelte troppo emotive - spiega - e lasciarsi aiutare da consulenti esperti. «I gestori stanno aggiustando il tiro delle asset allocation, senza buttare via quel che ha possibilità di resistere», dice. E, nelle prossime settimane chi ha un portafoglio diversificato potrà toccare con mano il valore di una strategia ben congegnata in momenti non di crisi.
 

Una riflessione su Piazza Affari vista da un gruppo che ha diversi fondi specializzati sul nostro listino?

«La Borsa di Milano non è mai stata molto diversificata. E banche ed energia, i più colpiti dall'incertezza legata al virus e alla guerra sul prezzo del petrolio, sono anche tra i più rappresentati. Ma ci sono campioni anche di ridotte dimensioni, tra le utility o tra gli industriali farmaceutico medicali che sono dominanti nei rispettivi mercati e che hanno tutte le carte per resistere ora e fare ancora meglio, consolidando le loro posizioni di leadership, quando il clima migliorerà. Oggi è quasi impossibile ragionare sulle valutazioni usando gli utili del 2020. Ma se il contenimento del virus funziona, guardando al 2021 potrebbero essere attraenti per gli investitori. E per la ripresa del Paese».

Intervista a
Andrea Rotti

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Amministratore Delegato Ersel SIM
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