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Catia Lippolis
Intervista a
Team Advisory
Fonte

We-Wealth.com

del 11-dic-2023
Finanza e donne: che ruolo giocano l'intelligenza emotiva e l'AI?

Finanza e emozioni vanno spesso a braccetto, compito del consulente è trovare un equilibrio e rassicurare gli investitori. In tal senso l’empatia gioca un ruolo importante, forse ancora di più se si parla con le investitrici. L’intelligenza emotiva sarà capace di colmare il gender gap? L’implementazione dell’AI può aiutare in tal senso? Catia Lippolis, del Team Advisory del Gruppo Ersel, ne parla a We Wealth.

Nell’attuale contesto economico, diventa sempre più importante e strategico in ambito di consulenza finanziaria affiancare alle competenze tecniche anche le capacità emotive e relazionali. Ansia e paura, in caso di volatilità inattesa del mercato, possono generare consistenti perdite, ma possono anche rappresentare delle opportunità. Rimanere focalizzati sull’ascolto e sull’attenzione alle esigenze del cliente può essere un valido strumento per evitare scelte inopportune basate sulla irrazionalità.

L’empatia assume sempre di più a un ruolo chiave: capire lo stato emotivo della clientela attraverso una continua interazione, uno scambio di opinioni costruttivo e ponderato permette di gettare le basi di un rapporto fondato sulla fiducia e sull’accoglienza che per durare e consolidarsi nel tempo deve essere alimentato nel continuo. Creare quindi contesti autentici, di dialogo, di ascolto attivo e di confronto rafforza e rinsalda la relazione tra l’advisor e il cliente, permettendo di raggiungere un livello di soddisfazione e fidelizzazione elevati.

L’empatia è di per sé una capacità trasversale di entrambi i sessi: il genere umano ne è dotato naturalmente, ma averne conoscenza, esperienza e consapevolezza deriva delle esperienze vissute, dalla cultura, dal contesto di riferimento, dal vissuto di ognuno e deve essere coltivata e alimentata.

Molto spesso l’empatia è stata ritenuta una tra le capacità “innate” delle donne considerate più emotive e sensibili rispetto agli uomini. Inoltre, anche diversi studi delle neuroscienze, in passato, hanno supportato questa convinzione evidenziando che il cervello femminile ha connessioni neuronali maggiori e con diversa direzionalità rispetto al quello maschile. Questo mito è ormai stato sfatato, ma perché non fare di uno stereotipo un’opportunità?

 

Da stereotipo a opportunità: come costruire inclusività


Le capacità empatiche nelle donne devono essere incentivate e sostenute: imparare ad ascoltare anche con il cuore e le emozioni può creare quei rapporti di “sorellanza” fondamentali basati sulla fiducia reciproca e sul mutuo soccorso tipico della relazione tra donne, dove la condivisione dei successi, degli insuccessi e delle esperienze di vita comuni genera inclusione.

Da uno studio svolto dall’Università Cattolica nel 2022 su un campione di investitori italiani, è emerso che le donne subiscono stereotipi negativi diffusi in ambito economico: si sentono insicure e spaventate. Il mondo della finanza non riesce ancora a supportarle adeguatamente per colmare la distanza presente tra loro e il denaro. In questo senso il ruolo del consulente finanziario, in particolare delle donne che operano nel mondo della finanza, deve essere quello di accrescere l’inclusività. Le figure femminili già presenti in questo settore possono fungere da volano e attrarre un numero sempre maggiore di donne, accrescendo la consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie competenze, scardinando gli stereotipi che vedono la relazione donna-denaro come un rapporto ancora non risolto.

Attraverso l’empatia e l’intelligenza emotiva si possono quindi creare nuovi ambiti di confronto e di crescita che possono partire dalle donne a vantaggio delle donne. L’obiettivo è quello di mettere in luce maggiormente le loro esigenze e il loro diverso punto di vista, per trovare soluzioni in grado di ridurre il divario uomo/donna anche in tema di investimenti.

 

La rivoluzione digitale è pronta a cambiare gli equilibri


[...] Sempre più spesso si sente parlare di intelligenza artificiale (AI): si tratta di una “nuova rivoluzione industriale” che modificherà il nostro modo di lavorare e la nostra vita. Le prime applicazioni sembrano aver già trovato terreno fertile nel mondo degli investimenti. Si pensi, ad esempio, alle aziende fintech che uniscono finanza e tecnologia in diversi ambiti: dai robot advisor, alle applicazioni in ambito di internal audit, di compliance e di gestione dei rischi. [...]

L’IA potrebbe causare un incremento della produttività e una conseguente contrazione della domanda di forza lavoro innalzando i costi sociali: diversi lavori a più bassa complessità e con un minor grado di qualificazione potrebbero infatti essere automatizzati. Non è da trascurare quindi l’impatto, e il rischio, che l’intelligenza artificiale potrebbe avere anche sul “gender gap”: divario che, non solo potrebbe essere lento da colmare, ma potrebbe addirittura rivelarsi solo parzialmente colmabile.

Il World Economic Forum (WEF) ha evidenziato che il numero di professioniste che operano nel mondo dell’AI rimane limitato a circa il 30%, in leggera crescita rispetto agli anni precedenti. Molto spesso, quindi, gli algoritmi alla base dell’intelligenza artificiale non sono di genere “neutro” e riflettono bias cognitivi maschili. [...]

È fondamentale che anche i dati dai quali gli algoritmi apprendono, non derivino da bias di genere o, in generale, da bias derivanti da una discriminazione rispetto ad alcuni gruppi di persone. L’inclusione delle donne nello sviluppo delle nuove tecnologie è essenziale per orientare e dirigere l’evoluzione e gli effetti che questa rivoluzione avrà sull’intera collettività, evitando stereotipi di genere che potrebbero influenzarne negativamente le sue future applicazioni.

È indubbio che l’innovazione tecnologica stia trasformando la nostra vita, l’inclusione sarà gioco forza necessaria affinché l’AI possa essere un supporto efficace e duraturo nelle nostre esistenze, ma non potrà mai essere un effettivo “sostituto” del suo creatore: il comportamento umano e ben più complesso, basato sull’intersecarsi e sul sovrapporsi di percezioni, sensazioni, sguardi, situazioni, emozioni, ricordi, storie passate e esperienze vissute che sono diverse da individuo a individuo.

Nel mondo della finanza l’intelligenza artificiale fungerà da valido supporto in diversi ambiti di attività, ma la relazione cliente-advisor basata sulla fiducia e sull’ascolto empatico sarà difficilmente sostituibile.

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Catia Lippolis

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del 11-dic-2023
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