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Il ribasso del prezzo del petrolio stenta a manifestarsi in effetti positivi nei dati mensili sui consumi. Nulla cha abbia portato a rivedere lo scenario per il 2015, anche perché la fiducia delle famiglie è ai massimi post recessione, e la crescita dei posti di lavoro rimane ampiamente sopra le 200mila unità mensili.

Quadro Macro

Stati Uniti

Gli ultimi dati su employment cost index e remunerazioni orarie hanno dipinto un quadro meno preoccupante di quello delineato un mese fa da un dato assolutamente fuori scala sui salari. Non vi è traccia comunque nei dati di quell’accelerazione nei salari suggerita dagli indicatori anticipatori. Gli ultimi dati positivi sul mercato del lavoro mantengono aperta la possibilità (a nostro avviso remota dopo le minute dell’ultimo FOMC) che l’avvio del ciclo di rialzi possa coincidere con giugno. Affinché ciò avvenga la FED, nel meeting di marzo, dovrà omettere la parola segnalatrice “patient” dal proprio comunicato.
 

Area Euro

Le sorprese positive più interessanti per quanto riguarda la crescita giungono dall’area euro, che beneficia dell’effetto congiunto di un tasso di cambio più competitivo e di un minor costo delle materie prime. Ne sono testimonianza i dati sul PIL del quarto trimestre 2014 e gli indicatori anticipatori a livello aggregato e di singolo paese. Purtroppo per quanto riguarda i trend non vi sono novità di rilievo circa il contesto inflazionistico. L’headline è sui minimi, la core è nella parte bassa del range in cui da più di un anno si muove. Il tema di policy più rilevante è stato la gestione del caso Grecia, per il quale sta prevalendo un approccio di maggior ragionevolezza, a seguito di una fase inziale caratterizzata da maggior intransigenza. Sul fronte ucraino i recenti accordi di cessazione del conflitto sembrano aver avuto maggior efficacia dei precedenti (ultimo trimestre 2014).

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