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Pur rimanendo una parte importante del portafoglio, i dividendi non possono essere l’unico criterio di costruzione dell’asset allocation. Parla Mattia Rossetti, Responsabile Financial Advisory Ersel, a L'Economia.
Non ha dubbi Mattia Rossetti, Responsabile Financial Advisory di Ersel Banca Privata, che mette al centro il cambio di scenario: «il rischio geopolitico è diventato sistemico e deve entrare inmodo esplicito nelle scelte di investimento», anche attraverso esposizioni a settori come energia e difesa.
Oggi ci sono forze che incidono direttamente sui mercati e che non possono essere ignorate. La deglobalizzazione e le tensioni nelle catene di approvvigionamento stanno spingendo al rialzo i prezzi delle materie prime, come petrolio, metalli e prodotti agricoli, e le società che operano in questi comparti. La selezione resta centrale.
«Preferiamo titoli growth di qualità, cioè aziende che costruiscono nel tempo crescita degli utili e redditività - argomenta Rossetti -. Non sono immuni agli choc, ma hanno la struttura per reggerli e, in molti casi, per trasformarli in un vantaggio competitivo». Dentro questo perimetro rientra anche l’intelligenza artificiale (AI), destinata a diventare sempre più rilevante nei modelli di business e nella maggior parte dei settori industriali.
«Nel tech i prezzi sono scesi, ma gli utili stanno salendo – precisa Rossetti –. Nel primo trimestre 2026, per esempio, è attesa una crescita superiore al 40%». Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, inoltre, richiede un ammodernamento delle infrastrutture e una costante utilizzo di energia. [...]
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