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Recentemente le statistiche sulla crescita hanno deluso le attese. Nulla che abbia portato a rivedere lo scenario per il 2015, ma indicazione che forse i tassi attuali di crescita del PIL al 3% possono eccedere il nuovo potenziale dell’economia americana nell’era post Grande Recessione.

Quadro Macro

Focus

Scenario Area Euro

La BCE ha finalmente consegnato il tanto atteso QE sui titoli di Stato.

Stati Uniti

La caduta del prezzo del petrolio e la sorpresa della decelerazione salariale hanno portato a una revisione al ribasso delle aspettative sull’inflazione per il 2015. Colpisce soprattutto il dato sui salari, che sembra non riflettere i miglioramenti avvenuti nel mercato del lavoro negli ultimi 12 mesi. Date le mutate aspettative sull’inflazione il mercato ha operato un repricing sull’operato della FED quest’anno, da giugno/settembre come probabili date per l’avvio del ciclo di rialzi si è ora passati a settembre/dicembre, con qualche autorevole commentatore che addirittura ipotizza un nulla di fatto per l’intero 2015.
 

Area Euro

La BCE ha finalmente consegnato il tanto atteso QE sui titoli di Stato; consiste in acquisti di almeno 1140 mld di euro a tranche di 60 mld al mese fino al settembre 2016, con la possibilità di continuare qualora le aspettative di inflazione non dovessero mutare. Solo il 20% del rischio verrà mutualizzato, in questo accontentando la Germania che temeva un’eccessiva condivisione del rischio d’ insolvenza sul debito sovrano. La vittoria della sinistra estrema in Grecia non ha portato a particolari turbolenze sui mercati continentali, anche perché l’esito era già stato largamente anticipato dai sondaggi. L’attenzione si concentra ora sulla fase negoziale tra Esecutivo greco e Troika. Il debito greco è chiaramente non sostenibile, e occorrerà quindi una qualche forma di accordo che sancisca questa realtà economica senza che le autorità europee “perdano la faccia”, e che Tsipras possa “vendere” internamente come un successo.