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Dopo la netta revisione al ribasso del PIL americano dei primi tre mesi dell’anno (-2,9% trimestre su trimestre annualizzato), i dati più recenti continuano a supportare la tesi di un rimbalzo nel secondo trimestre.

Quadro Macro

Stati Uniti

In particolare il mercato del lavoro continua a dimostrarsi tonico, con 288mila nuovi occupati a giugno e una revisione al rialzo per maggio. L’inerzia è decisamente positiva, con la media mobile a tre mesi a 272mila e quella a sei mesi a 231mila, la più elevata nel post-recessione. Inoltre, per la prima volta dopo l’inizio della ripresa la crescita occupazionale è stata di più di 200mila unità al mese per 5 mesi consecutivi. Anche il tasso di disoccupazione scende di un’altra tacca (-0,2%) al 6,1%, grazie soprattutto al calo del numero di disoccupati di lungo corso. In ogni caso il tasso di partecipazione rimane invariato al 62,8%. La positività di questi dati serve anche a scrollarsi le incertezze sulla crescita per il secondo trimestre seguite alla revisione del primo: essi forniscono indicazioni più veloci e puntuali oltre ad essere meno soggetti a distorsioni legate, per esempio, a maltempo e variazioni nelle scorte. Il lato meno positivo è rappresentato dalla crescita dei salari, che continua a non mostrare segni di forte accelerazione. Il dato di giugno (+2% anno su anno) rimane sullo stesso ritmo tenuto dal 2009, largamente in linea con l’inflazione. Siamo quindi ancora distanti da una crescita del 3-4%, che permetterebbe ai lavoratori di recuperare l’inflazione oltre a catturare una parte della crescita reale dell’economia. La crescita dei salari è sicuramente tra le misure che la FED osserva con maggior attenzione: è quindi da qui che potrebbero arrivare i primi segnali per un eventuale inizio anticipato del ciclo di rialzo dei tassi. Per il momento le condizioni non sembrano ancora esserci. Inoltre, il fatto che gran parte dei lavori creati sia part-time getta qualche ombra sul report di giugno, anche a causa dell’aumento di 275mila unità delle persone che lavorano part-time ma sono in cerca di un’occupazione a tempo pieno.  
 

Area Euro

Poche novità dai dati europei relativi al mese di giugno. L’inflazione rimane su livelli molto contenuti (0,5% la headline, 0,8% la core), mentre le problematicità sul mercato del lavoro sono confermate, con il tasso di disoccupazione che mostra un calo marginale (-0,1%) ma rimane molto elevato all’11,6%. Sostanzialmente invariati i PMI. Draghi ha dettagliato maggiormente alcuni aspetti del programma di rifinanziamento delle banche europee (TLTRO) annunciato a inizio giugno. In particolare sono stati definiti i “benchmark” da battere per poter mantenere la liquidità presa a prestito nelle prime tranche di settembre e dicembre 2014 fino a fine 2018. I criteri si basano sullo sviluppo del book di prestiti delle banche, con una penalizzazione per coloro che aumentano la velocità di contrazione del book stesso. In generale questi benchmark sembrano essere definiti in modo abbastanza generoso e l’immissione di liquidità dovrebbe arrivare ad essere in un range compreso tra 700-900 miliardi di euro. Non ci sono state novità rilevanti sul tema dell’acquisto di ABS. 

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