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Dati americani stabili, anche se l’esito deludente delle ultime statistiche sui nuovi occupati ha portato il mercato ad escludere un rialzo dei tassi a giugno, eventualità che le ultime minute delle FED e alcuni dati recenti superiori alle attese (vendite al dettaglio, produzione industriale) avevano riportato all’attenzione degli operatori.

Quadro Macro

Stati Uniti

Sul fronte politico il rischio maggiore è ovviamente rappresentato dall’ipotesi di Brexit, con il referendum fissato al 23 giugno. Qualche incertezza la potrebbe anche generare un aumento dei consensi introno al candidato Repubblicano Donald Trump.Dati americani stabili, anche se l’esito deludente delle ultime statistiche sui nuovi occupati ha portato il mercato ad escludere un rialzo dei tassi a giugno, eventualità che le ultime minute delle FED e alcuni dati recenti superiori alle attese (vendite al dettaglio, produzione industriale) avevano riportato all’attenzione degli operatori. Sul fronte politico il rischio maggiore è ovviamente rappresentato dall’ipotesi di Brexit, con il referendum fissato al 23 giugno. Qualche incertezza la potrebbe anche generare un aumento dei consensi introno al candidato Repubblicano Donald Trump.

Area Euro

Nel mese di maggio i dati macroeconomici pubblicati in Europa si sono rivelati abbastanza stabili rispetto ai mesi passati e coerenti con le attese. In particolare gli indicatori anticipatori hanno mostrato la tenuta della tiepida crescita europea, con il PMI dei servizi stabile a 53.1 ed il PMI manifatturiero in leggera ascesa da 51.6 a 51.7. L’inflazione continua a rimanere leggermente negativa, a -0.2%. Al netto delle componenti più volatili, nella sua componente core, l’inflazione è invece ancora positiva e stabile allo 0.7%. Continuano ad arrivare segnali incoraggianti dal lato dei consumi, con una crescita delle vendite al dettaglio del 2.1% nel mese di marzo su base annua. La produzione industriale rimane invece stagnante, con un +0.2% a marzo dopo il +1% di febbraio.