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Archiviato il terzo trimestre con un progresso del 4,1% (rispetto al trimestre precedente, dato annualizzato) l’anno dovrebbe chiudersi in tono minore, grazie al venir meno di parte dell’effetto scorte.

Quadro Macro

Stati Uniti

Tuttavia i dati di ottobre sui consumi delle famiglie e magazzini sembrano anticipare un rallentamento meno incisivo, la cui natura dovrebbe essere transitoria dato che indicatori anticipatori e mercato del lavoro permettono di delineare una visione positiva per il 2014. Il periodo di riferimento non ha portato novità di rilievo allo scenario per l’inflazione, che rimane decisamente contenuta. L’accordo tra Democratici e Repubblicani sul Budget attenua gli effetti dei tagli automatici al bilancio decisi nel 2010“per circa lo 0,2% del PIL nei prossimi due anni. E mette al riparo l’economia da altri ”shutdown” come quello di fine 2013. Lo scenario si chiarifica anche per la FED, che non deve più temere il ripetersi degli eventi sopra ricordati proprio in coincidenza con il dibattito interno circa l’avvio della fase di tapering. La riduzione degli acquisti di obbligazioni dovrebbe iniziare nel nuovo anno, dopo l’annuncio dell’accordo sulla politica fiscale è cresciuta però la fiducia della minoranza degli analisti che ritiene probabile un intervento già a dicembre. Il tema del debt ceiling non è stato risolto con questo accordo, e si ripresenterà a partire dal mese di febbraio.
 

Area Euro

Per quanto riguarda la crescita lo scenario europeo non presenta novità di rilievo. Il PIL aggregato continua a espandersi a ritmi molto contenuti, e l’accelerazione suggerita dagli indicatori anticipatori è di piccola entità. Tuttavia queste dinamiche sono state sufficienti a determinare una svolta nel ciclo dei profitti europei di contabilità nazionale, che ci attendiamo si renda manifesto nel corso dei prossimi mese anche sugli EPS delle società quotate. Anche per il nostro paese i dati di economia reale, soprattutto sul fronte manifatturiero, convalidano l’aspettativa della fine della recessione per il quarto trimestre a suo tempo evidenziata dagli indicatori anticipatori. L’inflazione rimane molto bassa, ma nel mese non si è assistito ad un ulteriore deterioramento. I temi di attenzione delle politica monetaria sono: 1) inflazione. La BCE monitora con attenzione gli sviluppi e si è detta pronta a intervenire qualora le circostanze lo richiedessero, confermando così la propensione a ridurre i tassi di interesse; 2) erogazione del credito. La BCE sembra orientata a uno schema di erogazione della liquidità sotto condizione che le banche impieghino tali risorse per finanziamenti all’economia reale. La risposta dei mercati non è stata favorevole in quanto l’attesa era per l’annuncio, o quanto meno per un suggerimento, circa le mosse future che intende prendere la BCE. E questi riferimenti nella parole di Draghi sono mancati. Nel dettaglio ai mercati non sembra essere piaciuta l’idea del nuovo schema sulla liquidità in quanto con la nuova ipotesi la liquidità generata non potrà più riversarsi sui mercati finanziari ma sarà incanalata nell’economia reale.


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