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La crescita rimane al di sopra del potenziale, in un intorno del 2,5%, grazie a consumi e investimenti. I recenti uragani causeranno volatilità ai dati trimestrali ma senza mutare il trend di fondo, sostenuto da elevati livelli di fiducia e dal mercato del lavoro.

Quadro macro

Focus

Inflazione

Dopo 5 letture al di sotto delle aspettative il dato di agosto segna una stabilizzazione

Stati Uniti

Per quanto riguarda l’inflazione dopo 5 letture al di sotto delle aspettative il dato di agosto segna una stabilizzazione. La Fed considera temporaneo il calo dell’inflazione, anche se le dichiarazioni “dovish” di alcuni suoi membri si sono fatte più insistenti con il progressivo allontanarsi di questa dal target del 2%. 

Accordo tra gli analisti nel giudicare imminente la riduzione del bilancio, mentre sul fronte tassi il mercato prevede livelli poco più alti degli attuali per il 2018. Politica fiscale: l’accordo lampo Trump-Democratici ha spostato a inizio dicembre il dibattito sul tetto al debito pubblico, eliminando nel breve le incertezze. È parere di molti analisti che l’amministrazione Trump riuscirà entro i primi mesi del 2018 a varare un qualche tipo di riforma fiscale. L’impatto sull’economia non dovrebbe però essere molto ampio data la bassa propensione per le Camere a varare riforme più incisive. 
 

Area Euro

L’euro forte, che in termini Trade Weighted (cioè ponderati per gli scambi commerciali) ha riassorbito l’indebolimento dovuto al QE, pone qualche interrogativo alla dinamica futura di crescita e inflazione. L’impatto per la prima dovrebbe essere contenuto (la BCE stima nell’ordine dello 0,3%) poiché: 1) le fiducie si mantengono elevate anche nelle recenti letture, 2) la crescita è trainata dalla domanda interna e quindi meno esposta alle fluttuazioni dell’export, 3) quest’ultimo è influenzato dal cambio, ma anche dalla domanda internazionale che si mantiene accettabile. Tuttavia è lecito aspettarsi che questi siano i trimestri di picco per la crescita europea. Per quanto riguarda l’inflazione, la BCE stima che un rafforzamento del cambio TW del 10% causi un calo dei prezzi in 3 anni tra lo 0,6 e lo 0,8%. Questo però va messo in relazione con le spinte al rialzo operanti sui prezzi dalla ripresa della domanda interna. 

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