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I due eventi più importanti delle ultime settimane sono stati la riunione della BCE del 9 marzo e i dati sul mercato del lavoro USA. Negli Stati Uniti il mercato del lavoro rimane solido, con 235mila nuovi assunti e il tasso di disoccupazione al 4.7% (con l’aumento del tasso di partecipazione e delle paghe orarie).

Quadro Macro

Stati Uniti

Rialzo dei tassi di metà marzo ormai certo, sostenuto sia dalle aspettative di mercato sia dall’esito favorevole dei dati macroeconomici.
 

Area Euro

In Europa l’evento principale del periodo è stato il meeting della BCE. Le parole di Draghi sono state
bilanciate:

  • Gli acquisti di titoli di stato rimarranno invariati a 60miliardi al mese fino a fine anno, mentre i tassi resteranno a questo livello o scenderanno per un periodo ancora prolungato (e fino alla fine del programma);
  • Le stime di PIL e inflazione sono in risalita per il 2017 e il 2018, costanti per il 2019. Forse troppo alte le stime di inflazione core (che non tiene conto dei beni che presentano una forte volatilità di prezzo, in particolare energia e alimentari) se confrontate con le stime del tasso di disoccupazione;
  • Sulla cosiddetta forward guidance, l’insieme delle indicazioni sulle future possibili mosse di politica monetaria, minori rischi al ribasso, ma enfasi su inflazione core ancora bassa;
  • Nella sezione di domande e risposte alla stampa Draghi ha attribuito una bassa probabilità a tassi più bassi facendo però riferimento a “livello attuale o inferiore per un periodo ancora prolungato”;
  • TLTRO, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine finalizzate ai prestiti d’impresa, non sono state rinnovate ma restano disponibili in caso di
    necessità.