close
share

Nel complesso l’esito dei dati macro americani non è stato particolarmente positivo, dato che le statistiche, soprattutto quelle relative all’economia reale sono state leggermente al di sotto delle attese, come ad esempio i dati sulle vendite al dettaglio, la produzione industriale e i permessi all’edilizia.

Stati Uniti

Tono leggermente più costruttivo per i sondaggi, soprattutto per quanto riguarda la fiducia nel settore immobiliare e alcune evidenze regionali in ambito manifatturiero. Le richieste di nuovi sussidi alla disoccupazione L’unico dato relativo alle dinamiche reali che ha mostrato un significativo miglioramento è stata la statistica settimanale sul numero di sussidi alla disoccupazione. Di settimana in settimana tali numeri possono essere molto volatili, però il trend di fondo (illustrato dalla media mobile a quattro settimane dei dati riportata nel grafico) è di indubbio miglioramento.

La possibilità di sviluppi positivi sul mercato occupazionale complica la previsione per quanto riguarda l’avvio di una nuova espansione quantitativa da parte della Fed, il cosiddetto QE3. Se si accetta l’assunzione che la banca centrale decida di procedere con il QE3 qualora l’economia non dia segni di miglioramento allora l’attuazione di tale nuovo stimolo appare molto incerta proprio per i segnali positivi riferiti al mercato del lavoro. Al momento manteniamo un’aspettativa di intervento
da parte della FED, tuttavia ogno nuovo dato positivo sul fronte occupazionale riduce la probabilità che tale manovra venga attuata Dal fronte della politica fiscale non si segnalano novità di rilievo: in un anno elettorale non vi saranno proposte concrete per ridurre il deficit pubblico che dovrebbe passare da poco meno del 9% del PIL a circa il 7% per via del miglioramento della base imponibile. Il nuovo tetto al debito pubblico è stato posto a livelli tali da scongiurare le situazioni di estrema tensione registratesi l’anno scorso...

Contenuti correlati