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Un’altra statistica importante di gennaio, le vendite al dettaglio, ha deluso le attese. Anche in questo caso “il principale sospetto” sono state le avverse condizioni metereologiche verificatesi nel primo mese dell’anno sulla costa est.

Quadro Macro

Stati Uniti

Il dato, comunque, essendo di economia reale andrà a penalizzare i consumi del Q1 redendo verosimile un rallentamento di questa grandezza e quindi del PIL dall’area 3% al più modesto 2%. Per il momento economisti indipendenti e Banca Centrale non sono andati oltre, mantenendo aspettative di crescita per i prossimi trimestri più vicine all’area 3% che non al 2 atteso per Q1. Dato questo scenario di riferimento per la FED, ribadito dalla Yellen nell’audizione di questa settimana, dovranno manifestarsi una serie protratta di statistiche negative prima di indurre la banca centrale a alterare il programma di riduzione di acquisti di obbligazioni sul mercato aperto (tapering). Tale posizione è condivisa dalla maggior parte degli analisti di mercato. Vi è poi addirittura un piccola minoranza che giudica strutturale il calo della forza lavoro, e attribuisce una forte valenza all’attuale discesa del tasso di disoccupazione in area 6.5%, e quindi teme già nel corso dell’anno un accelerazione dei salari dal 2 al 3%. Tale scenario non è però condiviso dalla FED, che imputa a fattori ciclici in grado di riassorbirsi una buona parte del calo della forza lavoro. Infine è stato trovato l’accordo per sospendere il tetto all’espansione del debito pubblico fino al 15 marzo 2015, quindi ben oltre le elezioni di novembre dalle quali discenderanno i nuovi rapporti di forza tra Democratici e Repubblicani nel Congresso. 
 

Area Euro

Il dato del PIL di Q4 per l’area euro è risultato in linea con quanto segnalato dagli indicatori anticipatori mensili, come mostra il grafico sotto riportato. Tutti e quattro i principali paesi, Germania, Francia Italia e Spagna hanno fornito un contributo positivo alla crescita. In particolare per il nostro paese si tratta del primo segno “più” dopo otto trimestri. Il dato di gennaio della produzione industriale non è stato dei migliori, anche se in linea con gli anticipatori di settore. Pertanto nulla muta nel nostro scenario di riferimento per quanto riguarda la crescita attesa nel 2014 che dovrebbe avvicinarsi all’uno per cento.

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