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In settimana non vi sono stati dati rilevanti per quanto riguarda gli Stati Uniti, fatta eccezione per il dato in calo della fiducia dei consumatori. Il mercato del lavoro USA Dopo l’esito sorprendente dei dati sul mercato del lavoro della scorsa settimana il focus rimane puntato su questa importante variabile economica.

Quadro macro

Stati Uniti

E’ troppo presto per rivedere al rialzo le aspettative sull’economia americana sulla base di una lettura favorevole del dato mensile sul numero di occupati creati, e di un paio di evidenze settimanali sul calo dei sussidi alla disoccupazione. Tuttavia, incrociando questi dati con il miglioramento della fiducia dei piccoli imprenditori e con una maggiore propensione al credito da parte delle banche, occorre sottolineare che lo scenario alternativo rispetto a quello centrale è, per l’economia USA, quello di una revisione al rialzo delle stime di crescita, in accordo con l’ultima evidenza disponibile per il consenso di mercato.
 

Area Euro

Anche per l’area euro non vi sono stati dati macro di particolare rilievo. Tuttavia dal consueto incontro mensile di politica monetaria sono scaturite una serie di interessanti considerazioni espresse dal governatore Draghi:

  • Le prospettive per la situazione economica, seppure critiche, sono state descritte con toni leggermente più positivi.
     
  • Riguardo alla prossima asta a tre anni per ammontare illimitato il Governatore ha insistito sul fatto che non vi è per le banche nessuna penalizzazione all’uso, invitando queste ultime a farne ricorso con ammontare cospicui per finanziare il settore privato.
     
  • Sul coinvolgimento alla ristrutturazione del debito greco Draghi ha escluso che la Bce possa incorrere in qualche forma di perdita,lasciando però aperta la possibilità che i titoli acquistati sotto la pari possano essere “trasferiti” al fondo salva stati al prezzo di acquisto, in modo che sia quest’ultimo a sopportare eventuali perdite nel caso di un “hair cut”.
     
  • La BCE rimane preoccupata per il contesto recessivo e di razionamento del credito, per cui una possibile ulteriore riduzione dei tassi non è da escludere. Anche se i recenti sviluppi di mercato e le parole stesse usate dalla Banca centrale riducono le probabilità che ciò si verifichi.
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