close
share

Come al solito la prima settimana del mese contiene due tra le statistiche congiunturali più rilevanti per quanto riguarda l’economia USA: l’indice di fiducia del settore manifatturiero ISM e i dati sul mercato del lavoro.

Stati Uniti

Per quanto riguarda il primo dato l’indice ha superato, oltrepassando le attese, la soglia di 50, indicando che il settore è tornato nuovamente ad espandersi. Da notare il balzo (5 punti) della componente “nuovi ordinativi” dopo le letture negative degli scorsi mesi. L’indice ISM manifatturiero, unitamente a quello equivalente per il settore dei servizi, permettono di collocare una prima approssimativa stima del PIL del terzo trimestre in un intorno del 2% (trimestrale annualizzato). Per quanto riguarda il mercato del lavoro i dati nel complesso sono risultati favorevoli. In questo caso non tanto per la statistica della variazione degli occupati (non farm payroll) risultata in linea con le attese (anche se vi è stata una corposa revisione al rialzo degli occupati del mese precedente), quanto per la genuina riduzione del tasso di disoccupazione e per il progresso nelle retribuzioni nominali.
 

Area Euro

Dal punto di vista macro in settimana l’unico dato di rilievo è stato quello relativo alle revisione degli indici PMI risultati in miglioramento rispetto al preliminare pubblicato in precedenza. Anche dal comitato mensile della BCE non vi sono state novità di rilievo. Per quanto riguarda le prossime azioni dei policymakers, la palla è ora nel campo dei governi di Spagna e Italia, che devono valutare i pro e contro di una formale richiesta di sostegno ai partner europei per poter beneficiare dell’ombrello offerto dall’OMT. Per quanto riguarda invece le politiche più convenzionali, come la riduzione dei tassi, il fatto che non si sia discusso di questo tema nella riunione di ottobre riduce in misura significativa la possibilità che vi possa essere una riduzione dei tassi entro la fine dell’anno.