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Nel periodo di riferimento, per quanto riguarda l’economia reale abbiamo avuto indicazioni sulla dinamica dei consumi e degli investimenti, mentre per quanto riguarda i livelli di fiducia abbiamo avuto le letture di febbraio per l’ISM (settore manifatturiero) e la consumer confidence.

Quadro Macro

Stati Uniti

I dati sugli investimenti suggeriscono una stagnazione di questa grandezza nel primo trimestre dell’anno, dopo il significativo progresso registrato nell’ultimo periodo del 2012, segno che lo scadere delle agevolazioni fiscali ha indotto molti imprenditori ad anticipare le spese all’anno scorso. Per quanto riguarda i consumi non vi sono state sorprese rispetto al consenso e al recente trend, per cui la variazione dei primi tre mesi dovrebbe essere intorno al +1,5% annualizzato. La fiducia delle famiglie ha mostrato un balzo in avanti che risulta difficile riconciliare con i dati delle vendite, ma che in parte potrebbe essere ricondotto al lento miglioramento del mercato del lavoro. Infine il settore manifatturiero ha mostrato un progresso nei livelli di fiducia al di sopra delle attese. Per quanto riguarda la FED, Bernanke, come atteso da molti commentatori, ha riaffermato il suo forte convincimento che in questa fase non è il caso di mutare la politica quantitativa in essere, e che questa sta apportando all’economia americana più benefici che problemi. Il FOMC (Federal Open Market Committee – Comitato Federale del Mercato Aperto) appare diviso tra una maggioranza che segue le idee del Governatore e una minoranza non trascurabile preoccupata degli effetti collaterali del Quantitative Easing su inflazione, stabilità finanziaria e politica fiscale. Al momento non sembra che vi sia un’intesa tra i membri della FED su come modificare le politiche in essere in risposta al raggiungimento di certe soglie sulle variabili reali. Inoltre occorre ricordare che le aspettative della FED in tema di crescita e occupazione sono superiori a quelle di mercato, per cui se questo avesse ragione la FED non potrebbe certo assumere una politica più restrittiva. 
 

Area Euro

A livello aggregato l’indice di fiducia elaborato dalla Commissione Europea ha fatto registrare nella lettura di febbraio un significativo progresso; questo conferma l’aspettativa che il processo di uscita dalla recessione per l’area euro sia in corso. I dati recenti ribadiscono però anche che l’Italia stenta a tenere il passo con la media europea, e che molto probabilmente la contrazione dell’attività nel nostro paese potrebbe eccedere di un trimestre il dato medio continentale.

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