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I dati sulle vendite di nuove abitazioni, sulla fiducia dei consumatori e quelli sugli ordinativi di beni durevoli sembrano confermare che il maltempo sia stato all’origine delle letture al ribasso dei dati sulla crescita dello scorso mese.

Quadro Macro

Stati Uniti

Per quanto riguarda la statistica del PIL di Q4 la revisione al ribasso è risultata assai contenuta e tale da non mutare il giudizio sulle dinamiche in atto nell’economia USA. Per cui la settimana nel complesso non ha fornito spunti di particolare rilievo. 
 

Area Euro

I dati europei sono risultati nel complesso positivi. L’IFO tedesco e l’indice di fiducia della Commissione Europea (grafico sopra riportato) segnalano prospettive di miglioramento per la crescita europea, in linea peraltro con le nostre aspettative. Anche dal lato del credito giungono notizie che si possono prestare ad una interpretazione positiva in quanto sembra evidenziarsi una fase di stabilizzazione nel tasso tendenziale annuo nei prestiti alle imprese nei paesi più colpiti dall’attuale fase di deleveraging (come mostra il grafico sotto riportato) in special modo per Spagna e Italia). Infine il dato preliminare dell’inflazione europea per gennaio ha rassicurato i timori dell’avverarsi di uno scenario deflazionistico in Europa, con una lettura dell’inflazione core in rialzo ed una stabilizzazione dell’indice principale dei prezzi. Giovedì 6 marzo la BCE è attesa dai mercati ad una prova importante, in quanto vi sono aspettative per una nuova mossa espansiva o sul lato convenzionale (riduzione dei tassi) o su quello di uno stimolo straordinario volto a sostenere l’erogazione del credito. Sta prendendo piede tra i commentatori anche l’ipotesi che la BCE decida di non più sterilizzare gli acquisti effettuati sotto il programma SMP. Non sterilizzare significa che circa 17 mld di euro attualmente parcheggiati obbligatoriamente dalla banche private presso i depositi dell’istituto centrale posso essere impiegati in maniera alternativa. 

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