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Affari&Finanza - la Repubblica

PAG. 42/43 - del 27-gen-2020

Migliori gestori fondi - Italia Small, Italia Medium, Italia Big e International- 2020 è il titolo della ricerca condotta dall'Itqf, Istituto tedesco qualità e finanza, che è un ente indipendente specializzato nella comparazione di prodotti e servizi e conduce indagini che non sono in alcun modo sponsorizzate. Ersel si è classificata prima nella categoria Migliori Gestori Italia Small.

La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina; la Brexit; i cambiamenti climatici che, come dimostrano i recenti incendi  in Australia, mettono a repentaglio la sostenenibilità del pianeta. L'industria del risparmio gestito si trova nel mezzo di tumulti economici e geopolitici che rendono sempre più difficile riuscire a garantire rendimenti adeguati. Eppure, nonostante tutti fattori critici, l'anno che si sta chiudendo è stato ricco di soddisfazioni per chi ha investito sui mercati azionari globali, segnalano gli analisti di Morningstar: al 10 dicembre 2019 l'indice Morningstar global market in euro chiudeva con un incremento del 24%.

Banche Centrali

In questo caso gli investitori devono ringraziare ancora una volta le Banche centrali e le loro politiche accomodanti. Non si può dire lo stesso sul fronte obbligazionario: c'è una montagna di debito globale che è negoziato a tassi negativi che costringe gli operatori a rischiare di più per ottenere dei rendimenti nel reddito- fisso. Ma una delle sfide più impegnative del nuovo anno è la fuga dai fondi verso forme di investimento più economiche, come Etf e fondi indice. Una vera e propria crisi esistenziale, la definisce Bloomberg di fronte ai numeri: le gestioni attive hanno perso 505 miliardi di dollari nel 2018 mentre, nello stesso periodo i fondi passivi sono cresciuti di 156 miliardi di dollari. I risparmiatori preferiscono investire nei fondi low cost che garantiscono un ritorno minimo generato dalla replica di un indice, piuttosto che rischiare. Il mercato è gigantesco, conta 74 trilioni dì dollari americani di asset, secondo Boston Consultig Group. Ma è un mercato sempre più competitivo. Sempre secondo Bloomberg, però, tanto più i bravi gestori riescono ad emergere, puntando su classi di investimento giuste, elaborando strategie vincenti.

È la sopravvivenza dei più forti, scrive Bloomberg. Molto spesso si tratta infatti di grandi case che possono contare sia su economie di scala, per poter ridurre i costi, che su team di esperti e banche dati sofisticate. Il settore è in piena fase di concentrazione. Nell'arco di undici anni fino al 2018, si sono registrate 253 operazioni di M&A, merger and acquisition, fusioni e acquisizioni. Eppure ancora si contano 4.200 società di gestione del risparmio nella sola Europa. Riuscire a fare meglio del mercato, battere il mercato come dicono gli esperti, è sempre più difficile considerato lo scenario globale. (...)

Il quarto numero uno è l'italiana Ersel, che è risultata "Miglior gestore fondi Italia Small". Ersel, una casa indipendente che attraverso una serie di fusioni è diventata la più grande tra le boutique finanziarie, ha una storia che spiega come riesca a stare al passo con i big globali: raccoglie sotto un unico brand gli eredi degli agenti di cambio che hanno praticamente inventato la finanza nel nostro Paese: Giubergia, fondatori di Ersel e Albertini.

L'Istituto Tedesco Qualità e Finanza, ha passato al setaccio oltre 30.000 fondi venduti in Italia. Una lista estrapolata dal database di Morningstar, leader mondiale nella ricerca indipendente sugli investimenti e nella fornitura di strumenti a supporto delle istituzioni finanziarie. Il database totale di Morningstar copre tutti (o quasi) i fondi comuni vendibili sul mercato globale. Due i criteri utilizzati: la performance storica degli ultimi cinque anni; e il rischio per il risparmiatore, espresso dalla massima percentuale di perdita, il "max drawdown". Un rendimento medio annuo alto ed una bassa percentuale di perdita hanno portato ad un buon posizionamento nella classifica rispetto al mercato, mentre un rendimento basso e un'alta percentuale di perdita hanno declassato il fondo. Sono stati selezionati i migliori fondi delle dieci categorie ritenute più rilevanti: azionari Italia, azionari Europa, azionari Emerging Markets, azionari Globali, bilanciati prudenti, bilanciati aggressivi, bilanciati flessibili, alternativi, obbligazionari governativi (Europa), obbligarlonari corporate (Europa).

Risultati Storici

Anche se i risultati storici non sono indicativi di quelli futuri, come non si stancano di ripetere gli esperti, rappresentano comunque una misura importante della qualità del fondo, delle capacità del suo gestore e dei costi, visto che la commissione di gestione viene scorporata dal rendimento del fondo. La performance storica è un fattore che aiuta a comprendere il livello di successo nel corso degli anni. Il "max drawdown", invece, si può interpretare come la massima percentuale di perdita registrabile con i fondi, nell'arco temporale considerato. Come tale è più concreta di altre misure del rischio e della volatilità come, ad esempio, la "standard deviation", la deviazione rispetto all'indice di riferimento.

All'interno di ciascuna categoria analizzata, i fondi sono stati classificati secondo la loro performance media annua ("rango rendimento") e secondo la massima percentuale di perdita ("rango max drawdown"). Dalla ponderazione dei due valori, 66% rendimento / 33% max drawdown è emerso il punteggio finale (la media ponderata del posizionamento nelle due classifiche). È stato dato, quindi, un peso più alto alla performance rispetto alla volatilità della quotazione. Un rendimento medio annuo alto ed una bassa percentuale di perdita hanno portato ad un buon posizionamento del fondo nella classifica rispetto al mercato, mentre un rendimento basso ed una alta percentuale di perdita massima hanno declassato il fondo. (...)

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