Fondersel PMI

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Fondersel PMI
Benchmark
50% FTSE Mib TR, 50% FTSE Italia Mid Cap TR
Categoria Assogestioni
Azionario Italia
Forma giuridica
Fondo comune di investimento mobiliare aperto di diritto italiano armonizzato alla Direttiva 85/611 CEE
Politica di investimento
Il fondo investe prevalentemente in strumenti di natura azionaria quotati in Italia o in azioni di emittenti italiani denominate sia in euro sia in valuta estera. Gli investimenti sono effettuati su società di piccola, media e grande capitalizzazione con l’obiettivo di ottenere un’adeguata diversificazione degli stessi in tutti i settori economici. Obiettivo principale del fondo è l'apprezzamento del valore del capitale su un orizzonte temporale di lungo periodo (indicativamente superiore a 7 anni) con un livello di rischiosità elevato. La filosofia d'investimento è basata sulla centralità dell'analisi dei fondamentali, sia a livello settoriale e sia a livello di singole società. Le decisioni vengono pertanto assunte a seguito di un'attività di ricerca basata sulle prospettive reddituali, il livello di valutazione, l'analisi dei flussi e il controllo del rischio..
Data di avvio
05/04/1990
Valore quota al 10/02/2016
21,107
Valore patrimonio al 10/02/2016
132.159.670
Informazioni legali
Banca depositaria
State Street Bank GmbH – Succursale Italia
Società di revisione
KPMG SpA
Come si può sottoscrivere
I fondi comuni di investimento gestiti da Ersel Asset Management Sgr S.p.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del Fondo presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o di amministrazione.
Frequenza calcolo nav
Giornaliera
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
IT0000386489
Codice Bloomberg
FDSINDU IM
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
1,75% su base annua
Commissioni di incentivo
20% della differenza, rilevata nel periodo di riferimento, fra la variazione percentuale del valore della quota registrata nell’anno solare e la variazione percentuale del benchmark fatta registrare nello stesso periodo.

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
10/02/2016 21,107 - -
09/02/2016 20,440 3,26 % 4,04 %
1 mese 25,101 -15,91 % -14,52 %
3 mesi 27,419 -23,02 % -21,13 %
Inizio anno 27,022 -21,88 % -20,15 %
1 anno 23,190 -8,98 % -8,33 %
3 anni* 14,806 12,53 % 9,64 %
5 anni* 16,523 5,01 % 1,05 %
10 anni* 19,211 0,94 % -1,98 %
Dalla nascita (05/04/1990)* 5,165 5,59 % -

* Rendimento medio annuo composto.  


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 
 

Cambio benchmark
Dal 3 gennaio 2013 il fondo ha cambiato benchmark. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo -8,98 % 42,55 % 27,74 % 9,86 %
Benchmark -8,34 % 31,87 % 5,40 % -17,64 %
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo -8,98 % 12,53 % 5,02 % 0,94 %
Benchmark -8,34 % 9,65 % 1,05 % -1,98 %
2013 2014 2015 2016
Fondo 47,72 % 1,49 % 32,45 % -21,89 %
Benchmark 36,24 % 0,69 % 28,12 % -20,15 %
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Rating

morningstar
rating
rating
rating
rating
rating

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Marco Nascimbene/Carlo De Vanna
Data inizio gestione:  01/09/2008
UCITS: Si
Domicilio: Italia - Piazza Solferino 11 Torino
Società di gestione: Ersel Asset Management Sgr

 

Commento mensile del gestore

Image

Gennaio 2016
Le stime di consenso sulla crescita globale per il 2016 si attestano a +3,2%, in lieve discesa rispetto alla precedente rilevazione, e continuano a sottendere una marginale accelerazione rispetto all’anno appena conclusosi (le stime in chiusura sono intorno +3%).

Nello scenario geo-politico, non particolarmente mutato recentemente, si segnala la revoca delle sanzioni all’Iran; mentre in Europa, da una parte segnaliamo il rischio di scarsa governabilità in Spagna dopo le lezioni, e dall’altra una maggiore incapacità delle diplomazie nazionali nel concordare sulle linee guida comunitarie (in particolare sul trattato di Schengen e sul tema delle sofferenze bancarie). Inoltre ci aspettiamo nelle prossime settimane una maggiore attenzione sul rischio di Brexit (la cd. uscita della Gran Bretagna dall’Europa) una volta definito il calendario del referendum. Il tema dell’intervento delle banche centrali resta rilevante. La Federal Reserve ha decretato il primo, ampiamente atteso, rialzo dei tassi, mentre la ECB ha aperto a nuovi interventi espansivi per la riunione di Marzo. Il crollo del prezzo del petrolio e la debolezza diffusa sulle altre materie prime continua a pesare negativamente sulle stime degli utili aziendali. Negli Stati Uniti la reportistica degli utili del 2015 vede un lieve calo rispetto all’anno precedente; mentre per il 2016 le stime di consensus, pur diminuite di un paio di punti, proiettano una crescita pari a +6%. Sul Giappone si stima ancora un tasso di crescita degli utili pari al +10% per l’anno in corso, in decelerazione rispetto al precedente, ma comunque una delle crescite più elevate a livello mondiale. Anche in Europa il tasso di revisione degli utili attesi per il 2016 resta in territorio negativo, a causa di ulteriori revisioni al ribasso sul settore energetico; le stime di crescita degli EPS proiettano ad oggi un ragionevole +5%, ancora in diminuzione rispetto alle scorse settimane, ma in miglioramento rispetto alla contrazione del 2% per il 2015. Il recente ribasso del multiplo espresso dal mercato, ora intorno alle 14 volte (PE N12M) rende gli attuali livelli particolarmente sostenibili alla luce della modesta crescita implicita che in particolare il comparto dell’Eurozona continua ad offrire. Dal punto di vista dell’analisi dei flussi e dell’analisi tecnica, il rialzo della volatilità implicita è in parte rientrato, mentre con i violenti ribassi di inizio anno, sia l’indice allargato Europeo (DJ STOXX Europe 600) sia l’indice americano S&P500 hanno raggiunto importanti livelli di supporto di medio termine. Per quanto riguarda il mercato azionario italiano, l’andamento ancor più pesante rispetto alle altre borse dei paesi sviluppati è ascrivibile ai rinnovati timori relativi al coverege sulle sofferenze bancarie in vista della creazione di una Bad Bank al fine di ridurre il peso delle stesse.
Ha inoltre pesato il calo del prezzo del petrolio che ha toccato i minimi in area 30$ al barile con un conseguente calo dei titoli petroliferi. In questo contesto i settori peggiori sono stati: petroliferi; bancari ed industriali. Hanno tenuto meglio i titoli difensivi (es. utilities regolate) ed in generale le small cap. Più in dettaglio i titoli migliori sono stati le utilities regolate come Snam e Terna oltre ad alcuni titoli del lusso come Moncler e Tod’s. Fra i peggiori risultano bancari come Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, Ubi e Unicredito, oltre ai petroliferi ed in particolare Saipem che ha varato l’annunciato aumento di capitale.
 

Strategie di portafoglio

Testo non disponibile.

 

Documenti

Report

Prospetto informativo

Relazioni semestrali

Rendiconti annuali

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