Fondersel PMI

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Fondersel PMI
Benchmark
50% FTSE Mib TR, 50% FTSE Italia Mid Cap TR
Categoria Assogestioni
Azionario Italia
Forma giuridica
Fondo comune di investimento mobiliare aperto di diritto italiano armonizzato alla Direttiva 85/611 CEE
Politica di investimento
Il fondo investe prevalentemente in strumenti finanziari di natura azionaria quotati in Italia o di emittenti italiani denominati sia in euro sia in valuta estera. Gli investimenti sono effettuati in emittenti di piccola, media e grande capitalizzazione e diversificazione degli investimenti in tutti i settori economici. Obiettivo principale del fondo è l'apprezzamento del valore del capitale su un orizzonte temporale di lungo periodo (indicativamente superiore a 7 anni) con un livello di rischiosità elevato. La filosofia d'investimento è basata sulla centralità dell'analisi dei fondamentali, sia a livello settoriale e sia a livello di singole società. Le decisioni vengono pertanto assunte a seguito di un'attività di ricerca basata sulle prospettive reddituali, il livello di valutazione, l'analisi dei flussi e il controllo del rischio.
Per ulteriori informazioni consultare la sezione Documenti..
Data di avvio
05/04/1990
Valore quota al 21/05/2015
27,536
Valore patrimonio al 21/05/2015
139.296.172
Informazioni legali
Banca depositaria
State Street Bank SpA
Società di revisione
KPMG SpA
Come si può sottoscrivere
I fondi comuni di investimento gestiti da Ersel Asset Management Sgr S.p.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del Fondo presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o di amministrazione.
Frequenza calcolo nav
Giornaliera
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
IT0000386489
Codice Bloomberg
FDSINDU IM
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
1,75% su base annua
Commissioni di incentivo
20% della differenza, rilevata nel periodo di riferimento, fra la variazione percentuale del valore della quota registrata nell’anno solare e la variazione percentuale del benchmark fatta registrare nello stesso periodo.

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
21/05/2015 27,536 - -
20/05/2015 27,559 -0,08 % -0,05 %
1 mese 26,551 3,70 % 3,66 %
3 mesi 24,267 13,47 % 12,77 %
Inizio anno 20,401 34,97 % 31,41 %
1 anno 22,098 24,60 % 21,57 %
3 anni* 11,452 33,99 % 27,60 %
5 anni* 14,456 13,75 % 8,55 %
10 anni* 16,594 5,19 % 2,19 %
Dalla nascita (05/04/1990)* 5,165 6,88 % -

* Rendimento medio annuo composto.  


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 
 

Cambio benchmark
Dal 3 gennaio 2013 il fondo ha cambiato benchmark. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 24,60 % 140,44 % 90,48 % 65,94 %
Benchmark 21,58 % 107,66 % 50,74 % 24,38 %
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 24,60 % 33,99 % 13,75 % 5,19 %
Benchmark 21,58 % 27,60 % 8,55 % 2,19 %
2011 2012 2013 2014
Fondo -25,44 % 14,74 % 47,72 % 34,97 %
Benchmark -24,26 % 2,95 % 36,24 % 31,41 %
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Rating

morningstar
rating
rating
rating
rating
rating

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Marco Nascimbene/Carlo De Vanna
Data inizio gestione:  01/09/2008
UCITS: Si
Domicilio: Italia - Piazza Solferino 11 Torino
Società di gestione: Ersel Asset Management Sgr

 

Commento mensile del gestore

Image

Aprile 2015
Il quadro macroeconomico conferma uno scenario di crescita globale stabile intorno al 3,5% (IMF), con marginali revisioni al rialzo per l’Eurozona controbilanciate da riduzioni negli Stati Uniti e America Latina, in particolare in Brasile.

Lo scenario geopolitico europeo resta particolarmente incerto, visto che non si sono registrati significativi passi in avanti durante le ripetute negoziazioni tra governo greco e politici dell’Unione Europea. Siamo dunque entrati nel delicato periodo di primavera-estate, carico di importanti scadenze, con un oggettivo aumento sul rischio di default.
Dal punto di vista della politica monetaria, l’azione della BCE continua ad essere molto accomodante e di supporto all’investimento azionario. A latere, segnaliamo un posizionamento lievemente più attivo da parte della banca centrale cinese nel supportare la crescita interna. Passando all’analisi microeconomica, è iniziata la stagione della pubblicazione delle trimestrali, sia in America che in Europa. Qui si evidenziano incoraggianti segnali di crescita organica nei settori dei consumi di base e dei farmaceutici. Mentre nel mondo industriale, i numeri spesso sono in linea o migliori delle attese degli analisti grazie al grande impatto positivo dei cambi sul fatturato. Tuttavia, sia la crescita organica, sia i livelli di profittabilità sono spesso sotto le attese. In pratica, il miglioramento della domanda europea è tuttora piuttosto evanescente e non riesce a compensare del tutto il più marcato rallentamento americano, molto correlato al taglio degli investimenti energetici. In Europa gli indicatori di revisione delle stime sono tornati in area positiva per la prima volta in quattro anni, complici in sostanza i miglioramenti sull’aggregato dell’Eurozona e quello dei ciclici. Le attese di crescita degli utili 2015 sono invariate intorno al 3%, sempre grazie ai contributi positivi di finanziari, industriali, tecnologia, telefonici e consumi discrezionali. Ovviamente il comparto petrolifero continua a gravare in negativo, ma rispetto ai mesi passati iniziamo a registrare una stabilizzazione nei livelli attesi. Sulla base di ciò, e sulla base degli attuali rendimenti offerti dalle altre asset class, si continua a ritenere che i livelli valutativi del mercato azionario europeo (PE N12M 16.5X) siano sostenibili, seppur superiori alle medie storiche. Dal punto di vista dell’analisi dei flussi e dell’analisi tecnica, la volatilità implicita è prossima ai minimi in America e solo in marginale aumento in Europa. L’indice allargato Europeo (DJ STOXX Europe 600) dopo aver registrato nuovi massimi è ora entrato in una fase di maggior volatilità, mentre S&P500 appare più stabile (e sempre vicino ai suoi massimi di periodo). Infine, i flussi in ingresso, in parte per la performance accumulata ed in parte per l’irrisolta crisi greca si sono molto affievoliti rispetto ai mesi precedenti e ciò potrebbe presagire una correzione di breve periodo.

Nel mese di Aprile il mercato italiano ha corretto dai massimi dopo la forte performance da inizio anno, soprattutto a causa delle preoccupazioni derivanti dalla crisi greca che continua a non trovare una soluzione soddisfacente.
In questo contesto i titoli peggiori sono stati i bancari, che hanno realizzato i massimi con l’approvazione della legge sulla trasformazioni delle banche popolari in S.p.A. e gli assicurativi su cui a livello settoriale sono aumentate le preoccupazioni relative agli effetti dei bassi tassi d’interesse sulla redditività. In questo contesto i titoli peggiori sono stati Popolare Emilia Romagna, Monte Paschi Siena, Generali e Unipol-Sai. Fra i migliori invece segnaliamo i titoli petroliferi, favoriti dal recupero del prezzo del petrolio, alcuni titoli del lusso come Moncler e Yoox, dopo l’accordo per fondersi con Net-A-Porter e titoli dei consumi come Campari. Fra i titoli a minore capitalizzazione continuiamo a concentrarci su quelli che presentano importanti sottovalutazioni e buone prospettive di crescita in un orizzonte di medio periodo.


Continua »

Strategie di portafoglio

Vista la notevole incertezza legata alla crisi greca abbiamo ridotto la quota investita intorno al 95%, prendendo profitto sui settori finanziari. In particolare all’interno del settore bancario abbiamo venduto le banche popolari privilegiando le banche maggiori che dovrebbero essere favorite a livello di risultati. Fra gli assicurativi abbiamo ridotto il gruppo Unipol, su cui restiamo comunque positivi, dopo la forte performance e Generali in attesa della presentazione del nuovo piano industriale. Siamo invece tornati a peso sul settore petrolifero dopo il recupero del prezzo del petrolio. Fra le utilities continuiamo a privilegiare i titoli autostradali, in particolare Sias, Falck Renew e Enel. Fra i titoli a piccola e media capitalizzazione continuiamo a mantenere posizioni su alcuni titoli ciclici che possono beneficiare della ripresa economica in Italia ed in Europa.
 

Documenti

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