Fondersel PMI

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Fondersel PMI
Benchmark
50% FTSE Mib TR, 50% FTSE Italia Mid Cap TR
Categoria Assogestioni
Azionario Italia
Forma giuridica
Fondo comune di investimento mobiliare aperto di diritto italiano armonizzato alla Direttiva 85/611 CEE
Politica di investimento
Il fondo investe prevalentemente in strumenti finanziari di natura azionaria quotati in Italia o di emittenti italiani denominati sia in euro sia in valuta estera. Gli investimenti sono effettuati in emittenti di piccola, media e grande capitalizzazione e diversificazione degli investimenti in tutti i settori economici. Obiettivo principale del fondo è l'apprezzamento del valore del capitale su un orizzonte temporale di lungo periodo (indicativamente superiore a 7 anni) con un livello di rischiosità elevato. La filosofia d'investimento è basata sulla centralità dell'analisi dei fondamentali, sia a livello settoriale e sia a livello di singole società. Le decisioni vengono pertanto assunte a seguito di un'attività di ricerca basata sulle prospettive reddituali, il livello di valutazione, l'analisi dei flussi e il controllo del rischio.
Per ulteriori informazioni consultare la sezione Documenti..
Data di avvio
05/04/1990
Valore quota al 15/04/2015
27,502
Valore patrimonio al 15/04/2015
148.260.797
Informazioni legali
Banca depositaria
State Street Bank SpA
Società di revisione
KPMG SpA
Come si può sottoscrivere
I fondi comuni di investimento gestiti da Ersel Asset Management Sgr S.p.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del Fondo presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o di amministrazione.
Frequenza calcolo nav
Giornaliera
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
IT0000386489
Codice Bloomberg
FDSINDU IM
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
1,75% su base annua
Commissioni di incentivo
20% della differenza, rilevata nel periodo di riferimento, fra la variazione percentuale del valore della quota registrata nell’anno solare e la variazione percentuale del benchmark fatta registrare nello stesso periodo.

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
15/04/2015 27,502 - -
14/04/2015 27,260 0,88 % 0,94 %
1 mese 25,816 6,53 % 6,49 %
3 mesi 20,419 34,68 % 31,55 %
Inizio anno 20,401 34,80 % 31,30 %
1 anno 22,604 21,66 % 19,42 %
3 anni* 12,187 31,12 % 24,10 %
5 anni* 16,156 11,22 % 6,04 %
10 anni* 16,345 5,34 % 2,42 %
Dalla nascita (05/04/1990)* 5,165 6,91 % -

* Rendimento medio annuo composto.  


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 
 

Cambio benchmark
Dal 3 gennaio 2013 il fondo ha cambiato benchmark. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 21,66 % 125,66 % 70,22 % 68,25 %
Benchmark 19,42 % 91,30 % 34,11 % 27,10 %
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 21,66 % 31,12 % 11,22 % 5,34 %
Benchmark 19,42 % 24,10 % 6,04 % 2,42 %
2011 2012 2013 2014
Fondo -25,44 % 14,74 % 47,72 % 34,80 %
Benchmark -24,26 % 2,95 % 36,24 % 31,30 %
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Rating

morningstar
rating
rating
rating
rating
rating

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Marco Nascimbene/Carlo De Vanna
Data inizio gestione:  01/09/2008
UCITS: Si
Domicilio: Italia - Piazza Solferino 11 Torino
Società di gestione: Ersel Asset Management Sgr

 

Commento mensile del gestore

Image

Febbraio 2015
Il quadro macroeconomico conferma uno scenario di crescita globale moderata per l’anno appena iniziato, con le stime per la congiuntura americana pressoché invariate e l’Europa che comincia a mostrare alcuni dati in miglioramento; persistono invece dinamiche differenti tra i comparti regionali dei Paesi Emergenti, con l’Asia in miglioramento e il Latam ancora debole. Lo scenario geopolitico europeo resta incerto, ma si registra un qualche miglioramento, da un lato nell’evolversi delle negoziazioni tra Grecia e EU e, dall’altro, negli sforzi internazionali per la soluzione della crisi in Ucraina.

Tuttavia, ritorna alla ribalta dopo circa 3 anni il rischio di aggravamento della crisi libica. Dal punto di vista della politica monetaria, ci sono poche novità di rilievo, ma l’azione delle principali Banche Centrali resta inequivocabilmente molto accomodante e di supporto all’investimento azionario. Passando all’analisi microeconomica, la stagione della reportistica trimestrale mostra buoni risultati, a volte marginalmente superiori alle attese. Nei settori industriali e della tecnologia si vede l’effetto positivo dell’Euro debole, mentre nei consumi (specialmente ”household products”) si nota una accelerazione della crescita organica e la stabilizzazione della domanda nei paesi emergenti. Continua la revisione al ribasso delle stime di crescita e i livelli ora si assestano a +4.5% (2015) ma tale processo è in larga parte da attribuire alle nuove stime di calo degli utili sul comparto petrolifero (ora -39%). Infatti, sui principali comparti ciclici del mercato (in particolare su consumi discrezionali, industriali, tecnologia e finanziari) le stime di crescita restano a doppia cifra e raggiungibili anche per il positivo effetto del cambio debole. A nostro modo di vedere, il multiplo del mercato europeo (PE N12M a 16), sebbene in rialzo, è sostenibile alla luce del QE; esso inoltre sottende un’accelerazione del ciclo dei profitti di cui si cominciano a vedere i primi segnali. Dal punto di vista dell’analisi dei flussi e dell’analisi tecnica, molti indicatori di sentiment restano in area di avversione al rischio, sebbene la volatilità implicita sia in ribasso. Le borse europee continuano il rialzo recente ed in particolare, l’indice del listino europeo (STOXX Europe 600) accelera con nuovi massimi di periodo; mentre sull’indice americano (S&P500) pur registrandovi nuovi massimi, l’andamento è stato più contenuto.

Per quanto riguarda il mercato azionario italiano: Il mese di febbraio, nonostante le preoccupazioni legate alla situazione Greca ed alla crisi in Ucraina, ha visto proseguire il movimento al rialzo iniziato nella seconda metà di gennaio. In questo contesto i settori preferiti sono stati nuovamente quelli finanziari (in particolare le banche e fra queste le migliori sono state sempre le popolari) e quelli industriali. Si è fermata invece la discesa del settore petrolifero in particolare ha recuperato Eni che ha riportato meglio delle attese. Più in dettaglio i titoli che hanno maggiormente sofferto sono state le utilities come A2A, Enel, Snam, Terna, oltre a Generali che ha stornato dai massimi raggiunti nel mese precedente. Fra i migliori oltre ai bancari come Popolare di Milano, Popolare Emilia Romagna e Banco Popolare segnaliamo alcuni titoli industriali come Fiat Chrysler e Saipem che ha recuperato dai minimi dopo i risultati. Noi, con l’avvicinarsi di una soluzione almeno temporanea per la crisi greca, restiamo positivi sul mercato che continua a beneficiare dei bassi tassi d’interesse e della debolezza dell’euro che dovrebbe favorire l’economia europea. Inoltre riteniamo che i fondamentali di molte società continuino ad essere interessanti. Fra i titoli a minore capitalizzazione continuiamo a concentrarci su quelli che presentano importanti sottovalutazioni e buone prospettive di crescita in un orizzonte di medio periodo.


Continua »

Strategie di portafoglio

In seguito all’avvicinarsi di una soluzione alla crisi greca siamo ulteriormente saliti come quota investita salendo intorno al 107%. Con riferimento all’esposizione settoriale abbiamo mantenuto il sovrappeso sui bancari, continuando a privilegiare le banche popolari ed in particolare quelle che possono essere interessate da processi di aggregazione come Credito Valtellinese, Popolare Sondrio, Popolare Milano e Popolare Emilia. Sulle utilities abbiamo ridotto il corto su Enel vista la forte sottoperformance rispetto al mercato. All’interno del settore petrolifero abbiamo ricomprato Eni che ha riportato meglio delle attese. Infine continuiamo ad aumentare il peso sul settore industriale.
 

Documenti

Report

Prospetto informativo

Relazioni semestrali

Rendiconti annuali

Articoli e News correlati

  • 8-mar-2014  | Milano finanza - Pag. 8

    I gestori da Oscar Gli italiani hanno riscoperto i fondi, eppure investono ancora poco in quelli azionari. A ... »

  • 8-feb-2013  | Il Mondo - pag. 30

    Piazza Affari in fondo vince Hanno fatto meglio di qualsiasi altra categoria. Lo sprint è avvenuto negli ultimi sei mesi, da ... »

  • 3-gen-2011  | Corriere della Sera - pag.31

    Borse in rimonta? Ecco i fondi comuni che guadagnano di più »

  • 31-dic-2010  | Il Mondo - pag.15

    Gli otto vincenti Nella tabella, il fondo migliore, in base alla performance 2010, per ognuna delle principali ... »

  • 5-nov-2010  | Il Mondo - pag. 56/57

    Gli utili premiano Milano Esiste una stretta relazione tra le performance registrate dall'inizio del 2010 dalle Borse del ... »

  • 9-gen-2010  | Milano Finanza - pag. 27/28

    Chi ha fatto centro I gestori italiani sono riusciti a restare agganciati all'indice in un anno in cui le borse ... »

  • 21-set-2009  | CorrierEconomia - pag. 21

    I fondi in pole position La classifica dei migliori fondi azionari nei primi otto mesi del 2009 mostra un'insolita ... »

  • 12-set-2009  | Milano Finanza - pag. 10

    Azioni da fuoriclasse Un rally così impetuoso in soli sei mesi nessun gestore lo ricorda. »

  • 4-set-2009  | Il Mondo – pag. 40

    Promossi Dieci fondi su 14 hanno fatto meglio del benchmark. »

  • 14-giu-2004  | CorrierEconomia - pag. 13

    I gestori sulla cresta dell'onda In sei anni l'indice Comit è salito del 12,4% ma solo grazie ai dividendi. Vincono le small cap. ... »

  • 25-ago-2001  | Bloomberg Investimenti - pag. 20

    Chi batte il benchmark Portafoglio-2 Su 428 fondi azionari solo 95 hanno rendimenti superiori al parametro di ... »

  • 9-lug-2001  | La Stampa inserto Tuttosoldi - pag. 3

    Dai bond i migliori rendimenti Gli ultimi 12 mesi sono stati assai difficili per la maggioranza delle Borse internazionali. ... »