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Il Mondo

IL MONDO - PAG. 59 - del 10-giu-2011

Lungo termine, questo sconosciuto. Almeno per il risparmiatore italiano.

Da un recente studio Assogestioni emerge infatti che il concetto di investimento con orizzonte temporale ad ampio spettro non è ancora diffuso.

Il tempo medio di detenzione dei fondi si colloca intorno ai due anni e nove mesi, mentre solo il 15% resta in portafoglio per periodi superiori a sei anni. Inoltre, la crisi ha allontanato i risparmiatori di investimenti più rischiosi, che però sono proprio quelli con maggiore potenziale di crescita nel medio-lungo periodo. (...)

 

Andrea Rotti, direttore gestioni patrimoniali di Ersel sottolinea:

"Considerando da un lato la maggior rischiosità rispetto al passato dei titoli di Stato, in conseguenza della crisi dei debiti pubblici dei Paesi occidentali, e dall'altro gli impatti negativi della potenziale risalita dei tassi sui titoli a reddito fisso, si può fare ricorso a gestioni patrimoniali per conseguire una maggior diversificazione del proprio patrimonio. Per quanto riguarda il reddito fisso si potranno comporre i portafogli ricorrendo a quote di investito su titoli societari, che offrono rendimenti più elevati, e in parte su Paesi emergenti con bilanci solidi ed espressi in valute destinate ad apprezzarsi. Una quota del 20% circa potrà poi essere destinata a investimenti azionari che dovrebbero beneficiare di un ciclo economico ancora in modesta espansione, di una robusta crescita degli utili e di un favorevole contesto di operazioni straordinarie". (...)
 

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