Nascimbene (Ersel): "Grexit, per l'Italia nessun contagio"

Citywire.it 29-giu-2015

Nessun rischio contagio per l’Italia, nonostante il pesante calo della borsa italiana di oggi (-5,2%), e mercati preparati, in qualche modo, anche a un potenziale Grexit.
È questa la visione con cui Marco Nascimbene, cogestore dal rating Citywire + assieme a Carlo De Vanna del comparto Fondersel Pmi, si prepara ad affrontare le prossime settimane di marosi sui mercati azionari.
Il manager, il cui comparto è investito principalmente in equity italiano, spiega di aver già cominciato a ridurre relativamente le posizioni più sensibili alla volatilità, ma è fiducioso che nessuna trappola sistemica possa scattare.

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Più prudenti sui finanziari

 

“Nell'ultimo mese abbiamo assunto posizioni più prudenti perché tutta questa vicenda era guidata da motivazioni politiche, da una parte e dall'altra, e quindi è difficile prevederne l’esito. La discesa di oggi sui mercati europei si spiega col fatto che gli stessi erano ritornati vicino ai massimi, sperando in una soluzione positiva delle trattative”.

 

Il fondo azionario, che nei tre anni alla fine di maggio 2015 ha garantito un ritorno del 138%, contro una media del gestore della stessa categoria del 100%, conta fra le prime cinque posizioni in portafoglio Intesa (4,5%), oggi sospesa in borsa, Eni (3,8%), Unicredit (3,8%), anch’essa sospesa sulla piazza milanese, Enel (3,6%) e Fiat (2,7%).

 

Proprio Fiat o Prysmian, titoli industriali dai fondamentali solidi, spiega il manager, in questo momento potrebbero rappresentare una buona occasione di investimento, puntando su prezzi in calo e una futura risalita, favorita dai buoni fondamentali sottostanti.

Poche difese

 

Non c’è, invece, grande possibilità di puntare sui titoli difensivi, perché più o meno tutti risentono della volatilità: “Noi abbiamo leggermente ridotto finanziari e bancari perché sono i titoli più reattivi a situazioni di questo tipo. D'altra parte, non sono difensivi neanche le utilities, o i titoli generalmente considerati come difensivi, perché in caso di aumento dello spread, ne risentono comunque. Quindi non ci sono tante zone così favorevoli per difendersi”.

 

E in caso di Grexit non esiste un rischio concreto di contagio all’Italia? “No, noi non ne vediamo. I mercati lo stanno valutando da tempo, c'è comunque il QE della Bce e ci sembra che ci sia una compattezza politica molto forte nel voler evitare che, in caso di uscita della Grecia, anche altri paesi possano andarle dietro”.