Una sfida da giocare di profilo

Intervista ad Andrea Rotti, Direttore Gestioni Patrimoniali Ersel

Il Sole 24 ORE - pag. 27 23-mag-2011

Non tanto growth o value, quanto un'attenta diversificazione e la comprensione del profilo di rischio del cliente.

E' questa la ricetta scelta attualmente dai principali attori del private banking italiano, nel definire gli stili di gestione messi in campo per proteggere e far lievitare il capitale. I tradizionali stili di gestione continuano ad avere un valore di riferimento, ma nella pratica lasciano spazio a un'analisi più dettagliata delle esigenze del patrimonio e si muovono in rapporto alla situazione del mercato. (...)

La quota di azionario è il criterio che fa differenza in casa Ersel. "Al cliente suggeriamo l'investimento in linee di gestione differenziate per profilo di rischio - sottolinea Andrea Rotti, direttore gestioni patrimoniali di Ersel -: difensivo, prudente e bilanciato. Nel primo abbiamo una quota del 10-15% di esposizione all'azionario mondiale (per il tramite di fondi comuni di investimento e azioni dirette, in particolare sul mercato italiano), nel secondo la quota sale al 25-30%, per arrivare al 45% nel bilanciato. Per il resto, il portafoglio è composto da obbligazioni, con una proporzione variabile tra governative e corporate. Sebbene anche queste ultime abbiano una componente di rischio legata ai tassi, potenzialmente in risalita e quindi poco attraenti, sono utili per conseguire un'ampia diversificazione degli emittenti". Ersel dedica piccole porzioni di portafoglio anche agli strumenti speculativi, ma con un accorgimento. "Per i clienti di fascia alta ricorriamo ai fondi hedge. In alternativa, su una pluralità di mandati, utilizziamo fondi comuni di investimento alternativi Ucits III, che derivano parte delle loro strategie proprio dal mondo degli hedge. Scontano talvolta una minor efficienza, compensata però da un maggior grado di liquidità delle posizioni". (...)