"Le agenzie non sono credibili. Con le obbligazioni a un anno si evita il rischio dei tassi"

Intervista a Guido Giubergia, Presidente e AD di Ersel

La Stampa - pag. 5 22-mag-2011

"Tutte le agenzie di rating hanno ormai una credibilità molto bassa, dopo essersi accorte in ritardo della gravità della crisi finanziaria. Perciò non bisogna dare peso alla decisione di S&P sull'Italia, meglio fidarsi di analisti e gestori delle grandi banche d'affari che muovono realmente il mercato.

Ora S&P, Fitch e Moody's cercano di recuperare autorevolezza, mettendo le mani avanti e guardando ai debiti sovrani dei Paesi con un occhio critico.

Ma finiscono col creare inutili allarmismi e anche in questo caso arrivano tardi. E' da tempo che la situazione del debito dei Paesi occidentali è preoccupante. Mica solo per l'Italia, lo stesso vale per USA, Giappone e Grecia. Ma anche con la Germania che passa come Paese virtuoso non ha una situazione rassicurante visto che le banche tedesche sono tra le più esposte ai debiti della Grecia e degli altri Stati europei in difficoltà.

Solo Canada, Australia, Norvegia e Cina hanno debiti bassi. Non bisogna cedere al panico, certo è che viviamo in un equilibrio instabile, dobbiamo abituarci a vedere, anche per i prossimi anni, mercati sull'ottovolante, con alterni rialzi e ribassi.

Ci vorranno anni per uscire dalla crisi dei debiti. Una crisi che non è europea ma mondiale. Sulle obbligazioni conviene diversificare con titoli di Stato italiani e di altri Paesi. Visto che i tassi di interesse saliranno, meglio i bond a scadenze brevi. Un'opportunità sono anche le obbligazioni corporate, di quelle aziende che hanno debiti bassi e forte redditività".