Giubergia, l'ingegnere che lanciò i fondi in Italia

La Stampa - pag. 30 4-ago-2010

Scompare a 85 anni Renzo Giubergia e sparisce al tempo stesso il protagonista di un'era mitica e lontanissima (...) e l'innovatore che con una laurea in Ingegneria idraulica, portò sul nostro mercato nell'84 il primo fondo di investimento. Doppio percorso, come doppia in fondo è stata la natura - radicata a Torino al tempo stesso proiettata sulla dimensione internazionale - del creatore dell'Ersel, oggi guidata dal figlio Guido.

Giubergia nasce ad Alpignano nel 1925 e sembra prima allontanarsi dalla tradizione di famiglia (il padre Giuseppe è agente di cambio dal 1936) grazie alla laurea al Politecnico.

Tornerà però presto nell'alveo dinastico, cominciando a lavorare nello studio paterno all'inizio degli Anni '50. E' epoca di Borsa - anzi di Borse cittadine - pionieristica e la svolta per Giubergia arriva con la fusione, nel 1965, con lo Studio Treves. Tra la borghesia e l'aristocrazia industriale della città, la stella di quell'agente di cambio cartesiano nei ragionamenti, riservatissimo ma soprattutto attento alle innovazioni, si afferma ben presto. Conosce e collabora con l'Avvocato Agnelli, del quale viene spesso considerato l'operatore di Borsa di riferimento, stringe rapporti con Carlo De Benedetti, è uomo di fiducia del San Paolo. Torino, dunque. Ma quando nasce la Ersel (...) il nome viene scelto per essere facilmente pronunciabile in più lingue. E qualche decennio dopo, nel 1990, l'alleanza con la blasonata merchant bank S.G. Warburg, segna un nuovo passo nella finanza italiana. (...)

Non solo esercitazioni teoriche, visto che Giubergia è il nome che dà all'Italia pronta a cavalcare al galoppo il primo fondo d'investimento. La società di gestione del risparmio viene battezzata con ingegneristica precisione Sogersel e ottiene nel 1984 la prima autorizzazione della Banca d'Italia. Il primo fondo? Il bilanciato Fondersel. (...)

Alla soglia degli 80 anni il fondatore della Ersel ha ormai lasciato la guida operativa della società e si dedica alla cultura e alle attività benefiche con la sua Fondazione Paideia, ma è ogni mattina nell'ufficio di piazza Solferino. Ancora nel 2004 è tra i registi della fusione tra San Paolo e Banca Intesa "Mi convinse allora ad accettare la presidenza - ricorda oggi Enrico Salza -. Era una persona di cui tutti si fidavano, che si è sempre distinta rispetto a una finanza stupidamente aggressiva".

 

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