Credere nella ripartenza

La Stampa - pag. 33 24-mar-2009

"Il mio consiglio? Evitare di seguire l'onda e di puntare, come stanno facendo quasi tutti, sui prodotti di pura liquidità. Magari può funzionare in un'ottica di tre mesi, ma il mondo non finisce nei prossimi novanta giorni: i mercati azionari hanno già scontato il loro momento terribile, adesso è ora di tornare a comprare".

Non usa mezzi termini Guido Giubergia, amministratore delegato di Ersel società fondata dalla sua famiglia nel lontano 1936 e ancora oggi considerata uno dei "gioiellini" della finanza all'ombra della Mole. La sgr subalpina (6 miliardi di massa gestita, 170 dipendenti, oltre 6 mila clienti private e sedi sparse tra Torino, Milano, Bologna e Lussemburgo) è specializzata nella gestione dei patrimoni importanti.

Ed è particolarmente attrezzata per attraversare le bufere finanziarie. "Certo, una fase così non si era mai vista - nota Giubergia - ma occorre anche dire che se la situazione economica si annuncia inesorabilmente difficile per tutto il 2009, i mercati finanziari hanno già cominciato, invece, a recuperare qualcosa. D'altronde è una consuetudine storica: la finanza si muove con sei/nove mesi di anticipo rispetto all'economia. Ecco perché siamo moderatamente ottimisti...".

Una percezione per niente condivisa dagli investitori. "Vero - conferma Giubergia - c'è in giro, comprensibilmente, un grande scetticismo: è tutto un correre e vendere azioni e riscattare fondi. E' significativo, per esempio, rilevare come in questo momento subiamo la concorrenza maggiore non tanto dai nostri competitori tradizionali, quanto piuttosto dalle banche on-line che offrono tassi al 3 per cento".

Strategie dal respiro corto, giurano gli analisti di Ersel. "Dal nostro punto di osservazione - riprende Giubergia - constatiamo che stia diventando sempre più difficile convincere i clienti del fatto che i mercati siano effettivamente ripartiti e sia conveniente tornare all'investimento azionario. Credo comunque - conclude l'amministratore delegato - che nei prossimi mesi si vedranno gli effetti positivi delle misure messe in atto dai governi di tutto il mondo, Stati Uniti intesta. A quel punto tornerà un po' di fiducia, la vera benzina di tutto il sistema".