Ersel, via torinese all'indipendenza

Investire - pag. 76/78 1-lug-2005

Ancora oggi, tutte le mattine, Renzo Giubergia varca la soglia della sede della Ersel in Piazza Solferino 11, a Torino. A ottant'anni continua ad andare in ufficio come quando era il più importante agente di Borsa torinese, e una delle storie di maggiore successo della finanza familiare italiana era ancora agli inizi.

Per elencare le dinastie di agenti di cambio della vecchia Borsa oggi ancora attive, da sole, sui mercati finanziari diventati globali, le dita di una mano bastano e avanzano : i Nattino a Roma, gli Albertini a Milano e appunto i Giubergia a Torino.

L'agente di cambio Renzo Giubergia oggi è il presidente di una società che si chiama Ersel, e che tra gestioni patrimoniali, fondi comuni, fondi hedge e altre attività di private banking investe e amministra per conto dei suoi clienti qualcosa come 6.5 miliardi di euro.

Da tempo la guida di Ersel è in mano al figlio Guido Giubergia, 55 anni, amministratore delegato di tutte le società, artefice dello sviluppo più recente dell'ex studio di agenti di cambio. Ersel ha settemila clienti, per lo più famiglie della borghesia medio alta, torinese ma non solo, spesso di estrazione imprenditoriale, tutte arrivate a bussare alla porta dei Giubergia con il passaparola. Poca pubblicità e nessuna azione commerciale per spingere la distribuzione dei fondi comuni, focus sulla qualità e sul servizio al cliente. (...)

Negli annali l'inizio di questa attività si fa ufficialmente risalire al 1936 quando il padre di Renzo Giubergia, Giuseppe, nonno di Guido, diventa agente di cambio dopo aver lasciato ancora giovane la Banca Commerciale ed essersi messo in proprio. (...) La fusione con lo studio di Umberto Treves e di Camillo De Benedetti da vita al più grosso studio della città. Il sodalizio dura una decina d'anni. (...) I Giubergia rilevano l'altra metà dello studio (...) e vanno avanti da soli. E' da allora che decidono di aprire anche a Milano (...). Intanto Guido Giubergia diventa agente di cambio. Ma non va mai alle grida: non gli piace, non gli interessa. Si occupa di back office, di organizzazione, di sistemi informativi che nelle attività finanziarie diventano sempre più importanti. Segue i clienti.

Il passo decisivo per la crescita e la trasformazione viene compiuto qualche anno dopo. (...) E' il 1984. L'autorizzazione di Bankitalia porta il numero uno, Sogersel è la prima società italiana di gestione del risparmio. Il primo fondo è un bilanciato battezzato Fondersel. (...) Nella seconda metà degli anni Ottanta i fondi sono parte integrante del business. (...) I Giubergia creano in Lussemburgo Ersel Gestion Internationale. (...) Si rendono conto che la clientela domestica non basterà: Separano allora l'attività d'intermediazione da tutto il resto, che viene riunito in una società dal nome di fantasia, appunto Ersel. Per il brokeraggio si può così trovare un partner. (...) Alla porta dei Giubergia bussa la Warburg, la casa di brokeraggio inglese più blasonata. (...) Il matrimonio felice finisce sei mesi fa. (...) La famiglia lascia l'attività di intermediazione, che è sempre di più una commodity e sempre meno strategica, a Ubs e si concentra totalmente sulle attività di private banking. (...)

Facciamo un passo indietro. 2001 (...) E' l'inizio dell'attività nel campo dei fondi hedge appena regolamentati. (...) Ersel mette sul mercato una serie di fondi di fondi hedge (sette) gestiti con l'ausilio di advisor e crea il miglior fondo singolo tutto italiano, Hedgersel. La massa di denaro gestita arriva a raggiungere 1,2 miliardi di euro.

(...) In questi giorni Ersel sta lanciando un nuovo umbrella fund chiamato Leadersel che comprende un comparto mercati emergenti, uno immobiliare, uno small cap e uno flessibile. Nei piani c'è anche molto immobiliare: stanno per essere varati dei fondi riservati ma si farà anche un vero fondo immobiliare, finalizzato però alle operazioni di sviluppo.