Leadersel Corporate Bond

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Leadersel Corporate Bond
Benchmark
90% ML EURO Corp Large CAP INDEX 10% ML EURO Govt Bill Index
Categoria Assogestioni
Obbligazionario Euro Corporate Investment Grade
Forma giuridica
Fondo comune di investimento di diritto lussemburghese a comparti multipli.
Politica di investimento
Il comparto investe principalmente in strumenti obbligazionari denominati in Euro emessi da società appartenenti alle aree geografiche di Europa e Nord America e con rating investment grade. La durata finanziaria del portafoglio è compresa tra 2 e 6 anni. Obiettivo del fondo è conseguire nel medio-lungo periodo ritorni aggiustati per il rischio superiori all'indice di riferimento. La filosofia di gestione si basa su un approccio che coniuga l'analisi top-down nella definizione dell'allocazione al rischio di tasso, di curva e di credito, con l'analisi bottom-up nell'allocazione settoriale e di selezione degli emittenti..
Livello di rischio
3 (da 1 a 7)
Data di avvio
31/03/2009
Valore quota al 2018.07.12
301,260
Valore patrimonio al 2018.07.12
91.887.810
Informazioni legali
Banca depositaria
Caceis Bank Luxembourg SA
Società di revisione
Ernst & Young S.A.
Come si può sottoscrivere
I comparti gestiti da Ersel Gestion Internationale S.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del comparto presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o di amministrazione.
Frequenza calcolo nav
Giornaliera
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
LU0012092481
Codice Bloomberg
GLBRBND LX
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
0,8% su base annua
Commissioni di incentivo
20% sul rendimento in eccesso rispetto all’indice di riferimento composto dal 90% del Merrill Lynch EMU Corporate Large Cap Index e dal 10% del Merrill Lynch Euro Government Bill Index calcolato nel trimestre di riferimento.

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
2018.07.12 301,260 - -
2018.07.11 301,050 0,06 % 0,08 %
1 mese 300,690 0,18 % 0,67 %
3 mesi 303,610 -0,77 % -0,00 %
Inizio anno 304,260 -0,98 % -0,27 %
1 anno 300,540 0,23 % 1,08 %
3 anni* 282,800 2,12 % 2,40 %
5 anni* 261,820 2,84 % 2,83 %
Dalla nascita (2009.03.31)* 202,690 4,36 % 5,04 %

* Rendimento medio annuo composto. 


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 0,24 % 6,52 % 15,06 % -
Benchmark 1,08 % 7,41 % 14,99 % -
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 0,24 % 2,12 % 2,84 % -
Benchmark 1,08 % 2,40 % 2,83 % -
2015 2016 2017 2018
Fondo 0,84 % 3,55 % 2,18 % -0,98 %
Benchmark -0,42 % 4,26 % 2,15 % -0,27 %
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Rating

morningstar
rating
rating
rating
rating
rating

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Amedeo Ferrauto, Marco Castelnuovo
Data inizio gestione: 01/11/2008
UCITS: Si
Domicilio: Luxembourg - 17 rue Jean l’Aveugle, L-1148
Società di gestione: Ersel Gestion Internationale SA

 

Commento mensile del gestore

Image

Giugno 2018
I tassi nel mese di giugno sono scesi nei paesi “core” dell’Europa, mentre sono rimasti sostanzialmente invariati in USA.

Per quanto riguarda invece la “periferia” europea, la recente crisi politica italiana ha rappresentato una discontinuità importante: anche se i tassi del decennale italiano sono molto vicini ai livelli di inizio mese, la volatilità è molto aumentata e l’incertezza della situazione ha reso molto differente il quadro dei tassi di quest’area rispetto ai mesi scorsi. Il decennale spagnolo ha risentito degli sviluppi della crisi politica italiana in termini di volatilità, ma il tasso è sceso nel corso del mese di giugno.
Per quanto riguarda gli emergenti in valuta forte, il movimento di deprezzamento ha continuato, nonostante sia il dollaro che il treasury americano abbiano un po’ segnato il passo nel mese di giugno, i flussi hanno continuato a mettere sotto pressione l’asset class, con alcune banche centrali che hanno rapidamente invertito le loro posizioni di politica monetaria da espansive a restrittive a causa della pressione sulle rispettive divise. Per quanto riguarda l’emergente in valuta locale, valgono considerazioni analoghe, i benchmark di mercato, l’indice JP Morgan GBI-EM ha continuato a scendere nel mese, appesantito soprattutto dalle divise di alcuni paesi, in particolare: Peso argentino, Real brasiliano e Rand sudafricano. L’indice di riferimento per gli emergenti in divisa forte, JP Morgan EMBI global, ha superato velocemente i massimi di maggio, andando in area 380-390.
Gli spread sui titoli corporate hanno allargato seguendo l’andamento dell’equity e ignorando invece il miglioramento della periferia: l’iTraxx Main ha allargato di circa 7bps, il Crossover di circa 20bps, mentre il Cds sui subordinati finanziari ha seguito più da vicino il movimento dei periferici, rimanendo nel mese molto volatile ma chiudendo prossimo ai livelli di inizio mese.

Continua »

Strategie di portafoglio

Nel corso del mese di giugno il fondo ha realizzato una performance negativa del -0.19% a fronte di un benchmark che nello stesso periodo è sceso del -0.02%.
Gli spread di credito sono saliti, complice una maggiore avversione al rischio causata da tensioni geopolitiche e sui dazi, penalizzando maggiormente le componenti più volatili.
La duration di tasso pari a 3.8 anni (inferiore rispetto a quella del benchmark di riferimento) non ha permesso di beneficiare appieno della discesa dei tassi.
L’esposizione del portafoglio al rischio di credito rimane con uno spread maggiore rispetto al benchmark.
Continuiamo a mantenere una percentuale di liquidità superiore al 5% per possibili acquisti tattici e preferiamo (visti i default rate bassi e i rischi al rialzo dei tassi) rimanere investiti su rating e subordinazioni inferiori, ma su scadenze relativamente basse. Il settore dei finanziari, sia bancari che assicurativi, resta tra quelli che riteniamo di privilegiare. Sui non finanziari, dove le valutazioni non sono di supporto, preferiamo avere un’esposizione più bassa sui settori con politiche più favorevoli agli azionisti, dove è presente un rischio di incremento del debito per buy back, dividendi od acquisizioni.

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