Leadersel Corporate Bond

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Leadersel Corporate Bond
Benchmark
90% ML EURO Corp Large CAP INDEX 10% ML EURO Govt Bill Index
Categoria Assogestioni
Obbligazionario Euro Corporate Investment Grade
Forma giuridica
Fondo comune di investimento di diritto lussemburghese a comparti multipli.
Politica di investimento
Il comparto investe principalmente in strumenti obbligazionari denominati in Euro emessi da società appartenenti alle aree geografiche di Europa e Nord America e con rating investment grade. La durata finanziaria del portafoglio è compresa tra 2 e 6 anni. Obiettivo del fondo è conseguire nel medio-lungo periodo ritorni aggiustati per il rischio superiori all'indice di riferimento. La filosofia di gestione si basa su un approccio che coniuga l'analisi top-down nella definizione dell'allocazione al rischio di tasso, di curva e di credito, con l'analisi bottom-up nell'allocazione settoriale e di selezione degli emittenti..
Livello di rischio
3 (da 1 a 7)
Data di avvio
31/03/2009
Valore quota al 2019.02.20
302,210
Valore patrimonio al 2019.02.20
102.684.663
Informazioni legali
Banca depositaria
Caceis Bank Luxembourg SA
Società di revisione
Ernst & Young S.A.
Come si può sottoscrivere
I comparti gestiti da Ersel Gestion Internationale S.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del comparto presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o di amministrazione.
Frequenza calcolo nav
Giornaliera
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
LU0012092481
Codice Bloomberg
GLBRBND LX
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
0,8% su base annua
Commissioni di incentivo
20% sul rendimento in eccesso rispetto all’indice di riferimento composto dal 90% del Merrill Lynch EMU Corporate Large Cap Index e dal 10% del Merrill Lynch Euro Government Bill Index calcolato nel trimestre di riferimento.

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
2019.02.20 302,210 - -
2019.02.19 302,220 -0,00 % 0,01 %
1 mese 300,050 0,71 % 1,47 %
3 mesi 298,390 1,28 % 1,97 %
Inizio anno 299,140 1,02 % 1,66 %
1 anno 302,780 -0,18 % 0,97 %
3 anni* 285,030 1,96 % 2,15 %
5 anni* 271,780 2,14 % 2,46 %
Dalla nascita (2009.03.31)* 202,690 4,12 % 4,81 %

* Rendimento medio annuo composto. 


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo -0,18 % 6,02 % 11,19 % -
Benchmark 0,98 % 6,60 % 12,95 % -
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo -0,18 % 1,96 % 2,14 % -
Benchmark 0,98 % 2,15 % 2,46 % -
2016 2017 2018 2019
Fondo 3,55 % 2,18 % -1,68 % 1,02 %
Benchmark 4,26 % 2,15 % -1,10 % 1,66 %
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Rating

morningstar
rating
rating
rating
rating
rating

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Amedeo Ferrauto, Marco Castelnuovo
Data inizio gestione: 01/11/2008
UCITS: Si
Domicilio: Luxembourg - 17 rue Jean l’Aveugle, L-1148
Società di gestione: Ersel Gestion Internationale SA

 

Commento mensile del gestore

Image

Gennaio 2019
I tassi nel mese di gennaio si sono mossi al rialzo negli USA. A seguito del rimbalzo di tutti gli asset di rischio il decennale americano ha recuperato terreno passando da un minimo toccato nei primi giorni del 2019 sotto 2.60% al 2.73%.

In Europa il bund decennale è rimasto pressochè sui livelli di dicembre, scambiando in un intorno dello 0.20%. La FED, nel corso dei mesi precedenti aveva indotto il mercato a credere che il rialzo dei tassi non si sarebbe necessariamente fermato ad un tasso considerato “neutrale” ma che sarebbe stata necessaria un’azione più incisiva in grado di evitare spirali inflazionistiche od accelerazioni della crescita ben oltre il potenziale. Nel corso del mese, alla luce dell’andamento dei mercati, la banca centrale americana ha ammorbidito i toni, facendo notare come ormai l’approccio corretto è tornato quello c.d. “data dependent”. Siamo passati dal prezzare al 40% un taglio dei tassi di policy da parte della FED ad una stima attuale di poco sopra al 5%.
Inoltre nel corso dell’ultimo meeting di dicembre, la banca centrale ha fornito le nuove stime sull’inflazione per cui il rallentamento in atto a livello globale ha iniziato a percolare anche a livello di stime alla base delle scelte sui tassi di policy.
Un dato particolarmente debole si è avuto proprio nei primi giorni dell’anno con l’ISM manifatturiero americano, uscito a 54.1 da un precedente a 60.
L’azione congiunta della tregua seguita al G20 tra USA e Cina, una FED più dovish e l’intervento dell’Opec a difesa del prezzo del petrolio, hanno rimesso in carreggiata i mercati che a fine anno sembravano indirizzati verso un ulteriore debacle, gli asset di rischio hanno iniziato un rimbalzo che ha coinvolto tutto il mondo del credito, nonché ancora una volta gli Emergenti, sia in valuta forte che in valuta locale.
All’interno del credito europeo corporate, il segmento subordinato (sia bancario che assicurativo) è stato tra i settori più forti, con il ritorno della liquidità dopo la pausa di fine anno e un tentativo di ripartenza del primario.

 

Strategie di portafoglio

Nel corso di questo primo mese dell’anno abbiamo assistito ad un rimbalzo di tutti gli asset rischiosi grazie principalmente a tre fattori: una Fed più accomodante, l'inizio dei negoziati tra Stati Uniti e Cina, il rimbalzo del prezzo del petrolio dopo l’intervento dell’Opec. A fronte di questo forte recupero, i tassi nel mese sono rimasti pressoché fermi, sia negli Stati Uniti sia in Europa, avendo iniziato a prezzare un cambio di passo della banca centrale americana già a partire da un paio di mesi fa. Il decennale americano è infatti ben lontano dai massimi di novembre, quando aveva toccato il 3.25% con un’economia americana in grande spolvero e un’inflazione in risalita. La situazione è molto cambiata con la FED che, nel recente meeting, ha fatto intendere di essere disposta a interrompere il ciclo dei rialzi dei tassi e che al termine di questa pausa la mossa successiva potrebbe non essere un rialzo ulteriore. In Europa, la situazione è ancora meno tesa sul fronte dei tassi, con il decennale tedesco che scambia sotto il rendimento di 0.20% e la BCE che ha recepito il rallentamento in atto e sembrerebbe pronta per un secondo round di easing, probabilmente a giugno, con una nuova edizione del cosiddetto “TLTROs”, ossia la maxi-operazione di rifinanziamento concesso alle banche concesso nel 2016 e che scadrà nel 2020.
Gli spread del credito "investment grade" hanno stretto da 90bp a 80bp e gli "high yield" da 360 a 300bp, invertendo il trend di dicembre. Il movimento sugli spread è risultato diffuso tra tutti i settori con variazioni più significative per i segmenti più rischiosi come i subordinati finanziari. In tale contesto il fondo ha incrementato la percentuale investita in obbligazioni societarie, concentrando gli acquisti su emissioni a più breve scadenza. In termini settoriali continuano a essere favoriti i settori più difensivi. L'esposizione ad emissioni subordinate di solidi emittenti bancari e assicurativi, che offrono un buon rendimento per il grado di rischio, fa sì che il portafoglio, nel suo complesso, presenti un rendimento e un'esposizione al mercato che dovrebbero beneficiare in uno scenario di restringimento o di stabilità degli spread.

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