Leadersel Total Return Strategies

Overview

Informazioni principali
Nome fondo
Leadersel Total Return Strategies
Benchmark
In relazione alle finalità del fondo non è possibile individuare un benchmark rappresentativo della politica di investimento
Categoria Assogestioni
Flessibile
Forma giuridica
Fondo comune di investimento di diritto lussemburghese a comparti multipli specializzato nell’investimento in quote di OICR
Politica di investimento
Leadersel Total Return Strategies ha l’obiettivo di generare un apprezzamento del capitale nel medio periodo, in un regime di volatilità limitato e mostrando una bassa correlazione con le asset class tradizionali. Il portafoglio si compone di una serie di programmi di investimento realizzati dai migliori gestori selezionati nel comparto dei “liquid alternatives”, fondi di investimento armonizzati (che quindi rispettano i requisiti normativi in tema di liquidità dettati dalla direttiva UCITS) che si distinguono per l’assenza di parametri di riferimento (benchmark) e per il perseguimento di strategie a ritorno assoluto . La scelta dei gestori avviene con l’obiettivo di realizzare un’efficace diversificazione sia a livello di strategie di investimento (tra cui ad esempio long short equity, event driven e macro-fixed income), sia a livello di stili di gestione che caratterizzano ciascun fondo target. In termini di allocazione strategica è rilevante il ricorso a fondi attivi con sottostante azionario impegnati in posizioni in acquisto (o in vendita) su società quotate che si distinguono in termini positivi (o negativi) per prospettive di business e valutazioni interessanti. La presenza delle altre strategie consente di arricchire le determinanti di rendimento complessivo del fondo, acquisendo ad esempio posizioni per lo più non direzionali su valute e titoli obbligazionari e perseguendo strategie di arbitraggio in presenza di operazioni societarie straordinarie..
Livello di rischio
3 (da 1 a 7)
Data di avvio
26/02/2016
Valore quota al 2018.06.15
101,390
Valore patrimonio al 2018.06.15
96.951.426
Informazioni legali
Banca depositaria
Caceis Bank Luxembourg SA
Società di revisione
Ernst &Young S.A.
Come si può sottoscrivere
I comparti gestiti da Ersel Gestion Internationale S.A. sono distribuiti in Italia da Ersel Sim S.p.A. e da Online Sim S.p.A. La sottoscrizione di quote del comparto presso Ersel Sim S.p.A. può avvenire mediante l'apertura di un rapporto di gestione e/o... di amministrazione
Frequenza calcolo nav
Settimanale
Pubblicazione quote
Il Sole 24ORE
Fund ticker
Codice ISIN
LU1323913787
Codice Bloomberg
LETOREC:LX
Commissioni
Commissioni di sottoscrizione
0
Commissioni di rimborso
0
Commissioni di gestione
0,75% su base annua
Commissioni di incentivo
Max. 10% dell’aumento del valore patrimoniale netto per quota durante il Periodo di performance che eccede l’"Hurdle Rate", se viene raggiunto l’"High Water Mark" (il valore patrimoniale netto per quota più elevato registrato a fine trimestre), e se il valore patrimoniale netto per quota supera del 2,5% quello del trimestre, da corrispondersi trimestralmente

Performance

Periodo Valore quota
liquiditaFondo
azioniBenchmark
2018.06.15 101,390 - -
2018.06.08 101,450 -0,05 % -
1 mese 101,140 0,24 % -
3 mesi 100,960 0,42 % -
Inizio anno 100,470 0,91 % -
1 anno 100,770 0,61 % -
Dalla nascita (2016.02.26)* 100,000 0,60 % -

* Rendimento medio annuo composto.  


Prima dell'adesione leggere il prospetto informativo.
Non c'e' garanzia di ottenere in seguito il medesimo rendimento. 



Andamento grafico



Tabella riepilogativa

1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 0,61 % - - -
Benchmark - - - -
1 anno 3 anni 5 anni 10 anni
Fondo 0,61 % - - -
Benchmark - - - -
2017 2018
Fondo 2,17 % 0,91 %
Benchmark - -
1 anno 3 anni* 5 anni* 10 anni*
Fondo 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%
Benchmark 7,38% 7,38% 7,38% 7,38%


Grafico annuale

Gestione del fondo

Gestione affidata a: Corrado Ciavattini
Data inizio gestione: 26/02/2016
UCITS:  
Domicilio: Luxembourg - 17 rue Jean l’Aveugle, L-1148
Società di gestione: Ersel Gestion Internationale SA

 

Commento mensile del gestore

Image

Maggio 2018
Lo scenario centrale per i mercati finanziari si fonda sull’ipotesi di: dinamiche macroeconomiche di crescita mondiale ancora positiva ed inflazione in risalita ma su livelli contenuti; politiche monetarie complessivamente espansive; politiche fiscali pro cicliche negli Stati Uniti e neutrali in altre aree geografiche; un quadro geopolitico ancora instabile.

Tali dinamiche trovano inoltre declinazioni diverse a seconda delle aree geografiche.Lo scenario centrale per i mercati finanziari si fonda sull’ipotesi di: dinamiche macroeconomiche di crescita mondiale ancora positiva ed inflazione in risalita ma su livelli contenuti; politiche monetarie complessivamente espansive; politiche fiscali pro-cicliche negli Stati Uniti e neutrali in altre aree geografiche; un quadro geopolitico ancora instabile. Tali dinamiche trovano inoltre declinazioni diverse a seconda delle aree geografiche.

 

Più in particolare:

  • Gli Stati Uniti dovrebbero proseguire lungo un percorso di crescita in miglioramento grazie in particolare a politiche monetarie e più di recente anche fiscali, espansive. La Fed a fine 2015 ha iniziato il percorso di “normalizzazione” monetaria ad un ritmo estremamente moderato per tener conto della fragilità della crescita mondiale, dello stato delle condizioni finanziarie al contorno e di un inflazione che stentava a manifestarsi. Solo a fine 2016 è stata in grado di effettuare il secondo rialzo dei tassi d’interesse mentre nel 2017 il ritmo è cresciuto a tre rialzi ed è stata inaugurata la riduzione del bilancio, passando quindi il testimone alla politica fiscale. L’amministrazione Trump, ad inizio 2018, ha varato una riduzione delle imposte sulle imprese (a discapito di un ulteriore ampliamento del deficit federale) e la Fed dopo un primo rialzo sembra intenzionata a farne altri tre in corso d’anno.
     
  • Il Giappone ha intrapreso una politica monetaria e fiscale fortemente espansiva che ha sortito il principale effetto di una svalutazione consistente del cambio e di miglioramento degli utili aziendali. Riteniamo che solo se tali politiche saranno accompagnate da credibili riforme strutturali e da dinamiche internazionali favorevoli il paese potrà uscire da una spirale di bassa crescita e deflazione che perdura da molti anni.

 

  • Per quanto riguarda l’Europa: il rischio deflazione innescato da politiche fiscali e monetarie non sufficientemente pro-cicliche in una fase di necessarie riforme strutturali in molti paesi dell’area è stato faticosamente evitato dalla sola azione della Banca centrale (seppur aiutata dal benefico effetto sui consumi derivante dal calo dei prezzi delle materie prime). Riteniamo tuttavia che ciò non sia sufficiente ad innescare un processo di crescita sostenibile ed in grado di ridurre livelli elevati di disoccupazione e la frammentazione dell’area. D’altro canto la politica economica dell’area risulta assai carente alla luce delle divisioni tra i diversi paesi membri e culminata con l’uscita del Regno Unito dalla UE. Sarà da valutare se, con la conclusione del ciclo elettorale iniziato nel 2017 in Francia, Germania ed Italia si potrà assistere ad un effettivo cambio di passo nella costruzione di una maggiore integrazione almeno tra i membri dell’Euro area o se, come sembrano suggerire gli sviluppi recenti in Italia ed i contrasti tra Francia e Germania, il progetto non venga rimesso in discussione.

 

  • Le aspettative di crescita per i Paesi Emergenti sono fonte di minor incertezza alla luce degli aggiustamenti posti in essere negli ultimi anni anche se alcuni squilibri risultano ancora irrisolti ed il nuovo corso dell’amministrazione americana pone seri dubbi sulle dinamiche commerciali e geopolitiche. Esempi riguardano la Cina, che resta impegnata in un complesso riequilibrio della crescita ed il Messico per lo stretto legame con il vicino statunitense. Il Brasile è alle prese con una difficile uscita dalla crisi innescata dal calo delle materie prime, da politiche fiscali poco equilibrate. La Turchia, come del resto il Brasile stesso, presenta non pochi punti interrogativi legati alla situazione politica. Per l’India le aspettative sono migliori sia per le riforme avviate dal governo Modi sia per gli effetti favorevoli del calo del prezzo delle materie prime.

 


Continua »

 

Strategie di portafoglio

Nel mese si è registrato un maggiore livello di volatilità sui mercati, soprattutto in Europa dove gli indicatori economici hanno mostrato una moderata flessione rispetto ai livelli dello scorso anno e la situazione politica italiana ha fatto riemergere i timori sulla stabilità della zona Euro. L’indice azionario europeo ha così ceduto lo 0,5% mentre gli spread di credito hanno allargato in sintonia con quelli governativi dei paesi periferici. Difficile il contesto anche per gli attivi dei paesi emergenti che hanno sofferto la forza del dollaro. Per contro la maggiore avversione al rischio ha favorito i classici “safe haven”: il tasso decennale tedesco è sceso di oltre 20 centesimi chiudendo il mese allo 0,34% (malgrado dati di inflazione in Germania superiori alle attese), quello americano è sceso al 2,8%, mentre dollaro e yen si sono apprezzati rispetto all’euro di oltre il 3%. Buona anche la tenuta dell’indice S&P che è salito del 2,3% sostenuto soprattutto dai titoli della tecnologia.
In questo contesto il fondo ha conseguito un risultato positivo pari a +0,6% che porta la performance sull’anno a +0,9%. Tutti i gruppi di strategie hanno fornito nel periodo un contributo positivo e in particolare quelle Event Driven e Global Macro. Da sottolineare anche il buon risultato delle strategie Long/Short azionarie a testimonianza dell'efficacia della gestione attiva anche in periodi di maggiore stress del mercato.
Il fondo mantiene un posizionamento diversificato in termini di numerosità e specializzazione dei fondi selezionati. Ad oggi rimane investito in 16 fondi con un’allocazione massima del 10% su singolo gestore. Una preferenza è attribuita alle strategie Long/Short azionarie che rappresentano circa il 60% del portafoglio. In questo ambito i fondi hanno un focus prevalente su azioni europee e si caratterizzano per una gestione flessibile dell’esposizione netta che rimane comunque su livelli contenuti. Circa il 20% del portafoglio è poi dedicato a strategie Event Driven che investono sull’intera struttura del capitale di società oggetto di operazioni straordinarie, un universo che offre oggi molte opportunità alla luce del basso costo del debito e di una crescita economica moderata, elementi che favoriscono processi di aggregazione e ristrutturazione aziendale. Infine si è preferito mantenere un’allocazione contenuta su fondi con sottostante obbligazionario visto il basso livello raggiunto dai tassi e le difficoltà di investire in un’asset class molto influenzata dalle politiche non convenzionali esercitate dalle banche centrali.