Economia: in ultimi 20 anni vera e propria rivoluzione per settore Birra

12 luglio 2018 19.29


MILANO (MF-DJ)--Sabato 7 luglio a Pedavena, nell'ambito della Festa
dell'Orzo 2018, si e' tenuto il primo Simposio della Birra Italiana di
Qualita' organizzato dalla Fabbrica di Pedavena.

Da angolazioni diverse, ricorda una nota, e' stata proposta una
panoramica sullo stato dell'arte della birra in Italia che negli ultimi
vent'anni ha conosciuto una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di
vista dell'offerta (con l'ingresso sulla scena di diverse centinaia di
nuovi piccoli birrifici), sia relativamente alle abitudini di consumo (che
hanno guidato la crescita della diversificazione del prodotto).

Si e' tenuta una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di vari
esperti del settore (Matteo Zanibondi Gfk Italia, Massimo Barboni,
direttore commerciale Birra Castello, Agostino Arioli, fondatore e birraio
del Birrificio Italiano, Eugenio Signoroni, coordinatore della Guida Birre
d'Italia di Slow Food e Anna Manago', esperta di marketing e titolare
dell'agenzia ByVolume). Assieme a loro i mastri birrai di Fabbrica di
Pedavena (Vittorio Gorza, Giovanni Maccagnan e l'attuale capo della
produzione, Dario Martinuzzo).

Fabbrica di Pedavena ha voluto dare inizio e ospitare presso la propria
sede questo simposio con l'augurio che possa diventare nel tempo un
appuntamento fisso per tutti gli appassionati del settore.

Maurizio Maestrelli, giornalista di settore, in qualita' di moderatore ha
dato il via a questa "edizione zero" del Simposio dando la parola a
Vittorio Gorzae Giovanni Maccagnan, entrambi storici Mastri Birrai della
Fabbrica di Pedavena che dopo un interessante excursus sulla nascita della
Fabbrica di Pedavena nel lontano 1897, in un contesto in cui pareva essere
il momento giusto per l'inserimento sul mercato di birre a bassa
fermentazione, "morbide" e facili da bere, hanno parlato delle peculiarita'
di questo birrificio, tra cui l'acqua morbida ed eccellente e un passato
di formazione scolastica e professionale, essendo stata la sede di
svolgimento delle lezioni pratiche del triennio del Corso Professionale
per Birrai Maltatori della scuola Rizzarda di Feltre, unico in Italia.

Secondo Massimo Barboni, Direttore Commerciale di Birra Castello, la
birra e' passata attraverso tre macro fasi storiche: "una birretta", "la
birra" e "le birre". Oggi la birra e' entrata quindi nella terza fase e fa
ormai parte degli stili di consumo e della cultura degli italiani. A
riprova di questo, nel 2017 la birra ha raggiunto il suo punto piu' alto in
termini di consumi in Italia. Per molti decenni la birra non ha pienamente
fatto parte della nostra cultura: non era ancora birra, ma semplicemente
"birretta": qualcosa di esotico e di frivolo, unabevanda simpatica,
fresca e dissetante che rappresentava la migliore soluzione per un fugace
e passeggero distacco dalla realta'.

Negli anni Ottanta, complici anche i piu' frequenti viaggi all'estero dei
giovani e gli investimenti dei grandi gruppi birrari, la birra e' diventata
un simbolo di modernita', di aggregazione giovanile, di internazionalita' e
di progresso. In quella fase prevaleva la valenza simbolica della birra:
quello che c'era dentro la bottiglia non era ancora cosi' rilevante.

Da qualche anno siamo ormai entrati nella terza fase di sviluppo:
l'attenzione si e' spostata da quello che c'e' fuori dalla bottiglia a
quello che c'e' dentro. Si parla sempre piu' di prodotto, di ingredienti,
di
metodi di produzione, di abbinamenti con il cibo, di modalita' di servizio.
Inevitabilmente piu' che di Birra si parla sempre piu' di Birre, per
sottolinearne la complessita' e ricchezza di sfaccettature.
Complici e artefici di questa evoluzione sono state - lo ha sottolineato
Massimo Barboni - le birre artigianali che negli ultimi vent'anni hanno
reso il mondo della birra protagonista di una vera e propria rivoluzione.
L'ingresso sul mercato di circa un migliaio di nuovi piccoli birrifici ha
contribuito a modificare la percezione di un prodotto che oggi puo'
raggiungere segmenti piu' ampi di mercato, alcuni dei quali storicamente
dominati dal vino. "La crescita delle artigianali non e' infatti andata a
discapito delle birre industriali -ha sottolineato Barboni- ma queste
hanno contribuito ad allargare e ad aumentare l'interesse per l'intero
settore". La birra continua pero' a rimanere un prodotto "accessibile",
"aggregante" ed "emozionale". Una birra deve sapere quindi parlare anche
al cuore delle persone e non perdere il suo carattere democratico.

All'evento ha partecipato anche Agostino Arioli, Fondatore e Birraio del
Birrificio Italiano che continua a essere molto aderente e fedele al suo
concetto di artigianalita' che si potrebbe riassumere nel concetto "nessun
trattamento dopo la fermentazione" e vuole continuare a rimanere in quel
contesto senza crescere troppo. Secondo Agostino Arioli le grandi aziende
birrarie stanno andando sempre piu' verso le specialita', lanciando
prodotti
speciali e utilizzando anche un linguaggio che prima era utilizzato
esclusivamente dagli artigiani. Parallelamente c'e' il mercato artigianale
che cresce e per crescere ha prodotti sempre meno caratterizzati, buoni da
bere tutti i giorni. Ma le artigianali devono essere orgogliose di
produrre anche delle ottime pils, che rappresentano certamente
un'importante opportunita' per allargare il numero dei consumatori
interessati.

A chiusura del Simposio Dario Martinuzzo di Pedavena ha presentato la
nuova birra creata, come ogni anno, appositamente per festeggiare la festa
dell'orzo, una birra dedicata all'evento: Dolomiti, Fiorita. UnaBirra
Dolomiti quindi, la selezione riserva di Fabbrica di Pedavena. Il progetto
"Birra Dolomiti" e' nato nel 2006, anticipando i tempi che hanno portato a
valorizzare l'idea di una filiera integrata tra coltivatori e produttori.
Birra Dolomiti, il frutto dell'imprescindibile legame con il territorio di
origine, viene prodotta nel rispetto dell'ambiente circostante e con
l'utilizzo di materie prime locali. La coltivazione dell'orzo, che
costituisce appunto uno degli assi portanti del progetto, e' svolta dalla
locale Cooperativa La Fiorita, alla quale e' stata dedicata questa birra
con l'omaggio del nome.

com/fus
marco.fusi@mfdowjones.it
(fine)

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1219:26 lug 2018