Rotta verso la City

Intervista a Andrea Nascè, Director of International Business

Private, pag. 42-43 22-gen-2017

Ersel si prepara a crescere sulla piazza londinese, che resta centrale anche dopo la Brexit.
PRIVATE a colloquio con Nascè, da poco director of international business.

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Ersel si prepara a crescere sulla piazza londinese, dove nel 2016 ha ottenuto dalla Fca britannica l'autorizzazione a prestare il servizio di gestione patrimoniale individuale. A individuare le nuove opportunità di sviluppo è Andrea Nascè, da poco director of international business.


Cominciamo da lei: dove ha mosso i primi passi professionali?

Archiviato il periodo milanese di formazione universitaria, mi sono ritrovato con le incertezze tipiche di un giovane attratto sia dai grandi problemi di politica economica, sia dalle sfide affascinanti dei mercati finanziari internazionali dopo le indimenticabili lezioni di Claudio Dematté in Bocconi. L'ingresso in Arthur Andersen rappresentò per me la soluzione naturale per muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Dalle società di leasing, alla componentistica auto, dalle agenzie di pubblicità, alle neonate società di intermediazione, dalle cementerie alle grandi banche polifunzionali, quel periodo fu per me una palestra di valore inestimabile.
 

Dal mondo della consulenza agli investimenti. Come è avvenuto il passaggio?
Colsi al volo l'opportunità offerta da Ersel di collaborare al desk di gestione obbligazionaria. Furono anni bellissimi di crescita del processo di investimento nei nuovi ambiti resi possibili dalla diffusione dei contratti derivati. Dopo alcuni anni alla guida dei fondi bilanciati ebbi la responsabilità dell'intera area investimenti della Sgr. La crisi del 2008 ci spinse a ricercare piena autonomia nella gestione del processo di selezione dei gestori terzi. Per questo motivo interrompemmo i contratti di consulenza esterni e sviluppammo a Londra un nostro team autonomo.

E qui veniamo al suo trasferimento. Che ricordi ha di quegli anni?
All'ufficio di Londra e al suo sviluppo sono particolarmente legato. Ho l'orgoglio di aver visto crescere un gruppo di colleghi capaci con cui abbiamo realizzato un metodo solido di analisi, due diligence e selezione delle strategie di investimento in forma multimanager. Per anni la mia presenza a Londra si è limitata a qualche giornata in occasione del comitato investimenti di fine mese. Con il 2015, invece, abbiamo ottenuto piena approvazione da parte dell'Fca inglese per l'offerta a livello locale di tutti i principali servizi di investimento. Si è quindi aperta una nuova fase di sviluppo, a cui mi è stato chiesto di partecipare in prima linea. Per questo mi sono trasferito stabilmente a Londra a partire dall'inizio del 2016.
 

Quali obiettivi sono stati affidati alla sede di Londra?
Intendiamo offrire servizi realmente sartoriali di wealth management a favore di grandi patrimoni che in
questo modo possono ritrovare, in una struttura di matrice italiana, un'affinità culturale utile ad interpretare efficacemente i bisogni di assetti proprietari che si sono progressivamente internazionalizzati e diversificati, dall'immobiliare, all'arte, alle più diverse iniziative imprenditoriali. Oltre a far leva sull'esperienza interna, abbiamo costruito un network di partnership per supportare i nostri clienti negli ambiti più specialistici quali, ad esempio, quelli fiscali e successori. Vogliamo inoltre offrire soluzioni nel mondo degli alternative investments. È fondamentale uscire dai confini dell'offerta che circola nell'ambito ristretto dell'Italia, per rintracciare esperienze credibili di organizzazioni che hanno spesso proprio a Londra un importante centro operativo. (...)