Pronti, partenza, Pir

Milano Finanza, pag. 1 14-gen-2017

Debuttano sul mercato i fondi comuni legati ai Pir, i Piani individuali di risparmio che prevedono l'azzeramento dell'imposta sui redditi generati dall'investimento (l'aliquota è del 26%) e l'esenzione delle imposte di successione e donazione.

Almeno dieci società di gestione del risparmio (Sgr), secondo una rilevazione di MFMilano Finanza, sono pronte al debutto o lo faranno a breve.

L'industria dell'asset management è infatti in prima fila per cogliere le potenzialità di questi nuovi strumenti nati pochi giorni fa (il 1° gennaio scorso) perché introdotti dalla legge di Bilancio 2017 con l'obiettivo di convogliare parte del risparmio italiano verso le pmi (nella definizione italiana ed europea aziende con meno di 50 milioni di fatturato), che rappresentano l'architrave dell'economia del Paese e che si sono sempre finanziate attraverso il canale bancario per la mancanza di un mercato liquido di capitali a loro dedicato. (...)
 

Più in generale i Pir sono contenitori fiscali all'interno dei quali è possibile collocare diverse tipologie di asset, quindi non soltanto fondi, ma anche azioni, obbligazioni, o un semplice deposito titoli collegato al conto corrente. Possono essere sottoscritti esclusivamente da persone fisiche e ciascun individuo potrà essere titolare di un solo Pir. Il capitale annuo massimo investibile nei Pir è 30 mila euro per un totale complessivo di 150 mila euro.
 

La durata minima di permanenza nel piano, per beneficiare delle esenzioni fiscali, è cinque anni. Una volta rispettate queste condizioni scatta la detassazione: i proventi e gli utili derivanti dagli investimenti effettuati tramite i Pir sono infatti totalmente esenti dalle imposte sui capital gain e il patrimonio non è soggetto a imposte di successione o donazione. (...)

Ersel rilancia lo storico comparto della casa

Per poter meglio sfruttare l'opportunità offerta dalla normativa riteniamo, alla luce dei rendimenti espressi dall'obbligazionario, che l'investimento azionario sia quello da privilegiare e su questa linea stiamo dunque procedendo su più fronti», spiega Marco Covelli, direttore investimenti diretti di Ersel. Innanzitutto la società prevede di modificare il regolamento del fondo azionario Italia, Fondersel Pmi, per renderlo conforme ai Pir «non solo nella sostanza, come è già oggi, ma anche nella forma», sottolinea Covelli.

Fondersel Pmi (Portafoglio Mercato Italia) è lo storico comparto di Ersel (la sua storia di rendimenti risale al 1990) con un benchmark misto composto al 50% dall'indice Ftse Mib Total Return e al 50% dal Ftse Mid Cap Total Return, ed è gestito dal team composto da Marco Nascimbene e Carlo De Vanna. 
 

«Allo stato attuale Fondersel Pmi ha già una politica d'investimento in linea con la normativa, prevedendo una quota significativa, circa 50%, e stabile di titoli di pmi in portafoglio. La modifica del regolamento dovrà solo rendere obbligatorio l'investimento di almeno il 21% del portafoglio in titoli esclusi dall'indice Ftse Mib, come previsto dalla norma», spiega Covelli. Ersel ha anche in programma di adattare il regolamento di Globersel Pmi Hd, «che è la più recente versione flessibile di Fondersel Pmi poiché coniuga al portafoglio di quest'ultimo una strategia di copertura dinamica in funzione del trend di mercato prevalente», dice Covelli.
 

Infine, in considerazione del fatto che non tutti gli investitori possono o vogliono allocare al mercato azionario domestico somme pari a 150 mila euro «stiamo sviluppando anche soluzioni ad hoc che prevedano un grado di rischiosità più contenuta sia rispetto all'azionario puro Fondersel Pmi, sia al fondo flessibile Pmi Hd», rivela Covelli.