Morningstar Awards 2015: ecco i tre fondi finalisti nella categoria Azioni Italia

FundsPeople Italia 9-mar-2015

I vincitori si sapranno il 24 marzo 2015.
Sono 21 i candidati ai Morningstar Awards nelle sette categorie azionarie (in ordine alfabetico per Italia, Eurozona large cap, Europa, Internazionali, Usa, Asia-Pacifico e Mercati emergenti).

Image Morningstar Awards 2015: ecco i tre fondi finalisti nella categoria Azioni Italia

Tra questi, vincerà il fondo con la miglior valutazione in ciascuna categoria, ovvero i premi saranno assegnati ai fondi che hanno creato valore per gli investitori, realizzando le migliori performance corrette per il rischio, all’interno di una categoria o gruppi di categorie Morningstar, nel corso del 2014 e degli ultimi cinque anni.

La metodologia enfatizza la performance realizzata nel corso dell’ultimo anno solare, tenendo però conto anche della continuità nel generare buoni rendimenti nel tempo e del fatto che il gestore non abbia mai assunto rischi ingiustificati. (...)

Fondo: Fondersel P.M.I - Gestori: Marco Nascimbene e Carlo De Vanna

L’acronimo “PMI” sta adesso per “Portafoglio Mercato Italia”, e il nuovo benchmark (50% FTSE Mib e 50% FTSE Italia MidCap) caratterizza questo comparto, che mantiene un sovrappeso stutturale verso le mid e small cap. Da gennaio 2013 il fondo è guidato da Marco Nascimbene (in Ersel dal 1996, già responsabile del comparto da ottobre 2008) e Carlo De Vanna, a seguito della fusione per incorporazione di Fondersel Italia. Nascimbene ha circa 18 anni di esperienza nel mercato azionario italiano, un periodo nel quale ha ottenuto ottimi risultati come gestore di diverse strategie. De Vanna è entrato in Ersel nel 2007 come responsabile di Fondersel Italia, e fino a fine 2012 ha battuto benchmark e media di categoria. I due gestori adottano un processo che si basa su diverse leve. Il livello di gestione attiva è generalmente contenuto e sono frequenti gli aggiustamenti, come dimostra il turnover elevato (vicino o al di sopra del 300%). Il portafoglio è così il risultato di un numero elevato di deviazioni attive (generalmente contenute) rispetto al benchmark. Inoltre, verrà gestita tatticamente l’esposizione azionaria netta, normalmente nell’intervallo 95-105% dell’attivo. L’adozione del nuovo benchmark fornisce poi un’ulteriore leva gestionale, cioè l’allocazione tra le diverse capitalizzazioni di mercato. (...) Il sovrappeso stutturale sulle capitalizzazioni medio-basse è un fattore che ha aiutato il fondo a generare risultati sopra la media, ma in chiave prospettiva può rendere questo comparto più sensibile ai ribassi del mercato. Tra gennaio 2013 e agosto 2014 il fondo ha infatti sovraperformato il benchmark e la media di categoria, malgrado una volatilità superiore. (...)