I gestori da Oscar

Milano finanza - Pag. 8 8-mar-2014

Gli italiani hanno riscoperto i fondi, eppure investono ancora poco in quelli azionari. A partire dai prodotti specializzati su Piazza Affari. Che negli ultimi 12 mesi hanno registrato performance anche superiori al 50%. Ecco come.

Image I gestori da Oscar

L'industria del risparmio gestito in Italia ha un patrimonio di oltre 1.332 miliardi di euro tra fondi comuni, gestioni patrimoniali e assicurative. Un vero e proprio tesoro che andrebbe sempre più valorizzato, anche per finanziare l'economia reale. Oggi buona parte di questi miliardi è investita in titoli di Stato e soltanto una percentuale modesta in Piazza Affari.

Nei fondi obbligazionari e monetari sono investiti oltre 283 miliardi di euro e nelle gestioni separate delle polizze vita tradizionali 403 miliardi. Se a questi si aggiungono gli asset delle linee più prudenti di gestioni individuali e previdenziali, si arriva a oltre 800 miliardi allocati nei bond. Una fetta molto più contenuta è investita in azioni, e di queste quelle tricolori sono davvero poche. Tra i fondi azionari, infatti, quelli specializzati sulla borsa di Milano a fine 2013 avevano un patrimonio di 5,1 miliardi, ossia l'1% delle masse gestite in totale. Nonostante le performance da record messe a segno negli ultimi tre anni dai money manager specializzati nelle azioni, gli investitori italiani mostrano ancora resistenza ad abbandonare le obbligazioni per passare a strumenti di capitale. E questo fa sì che abbiano perso finora un rally da record, che ha visto crescere il Ftse Mib del 68,5% dai minimi del 27 luglio 2012. Un rally che è stato anche un banco di prova per i gestori, che hanno saputo in molti casi fare la differenza.
Per individuare i money manager da Oscar, Milano Finanza ha chiesto a Fida, società di analisi sul mondo del risparmio gestito, di selezionare i migliori fondi a tre anni nelle asset class più significative. Ecco quindi chi si è meritato l'Oscar delle performance.
 

Per quanto riguarda la borsa di Milano il fondo campione appare Fondersel Pmi, che ha messo a segno una performance del 34,6% negli ultimi tre anni e del 55,5% negli ultimi 12 mesi. Il gestore del fondo, Marco Nascimbene, continua a essere ottimista: «Lo scenario della borsa italiana resta favorevole e riteniamo che l'indice possa realizzare una performance positiva anche nei prossimi mesi. Infatti la situazione economica italiana ed europea, che migliora anche se molto lentamente, e i bassi tassi d'interesse a livello mondiale favoriscono la ripresa dei listini azionari, e di quello italiano in particolare, dal momento che negli ultimi anni era stato particolarmente penalizzato».

Secondo Nascimbene la formazione del governo Renzi ha portato a un'apertura di credito al Paese per la realizzazione delle riforme attese da tanto tempo. (...) Ma come si stanno muovendo gli esperti nella selezione dei titoli su cui puntare? Per Nascimbene il settore più interessante è rappresentato dalle banche, «che in uno scenario di questo tipo vedranno riprendere la crescita degli impieghi dopo un lungo periodo di rallentamento e una discesa degli accantonamenti su crediti dopo la pulizia di bilancio del 2013». Inoltre stanno tornando le ipotesi di consolidamento, aumentando l'interesse da parte degli investitori esteri. Per incrementare le posizioni sulle banche il team di Ersel ritiene che proprio gli aumenti di capitale offrano un'opportunità interessante. «Al momento preferiamo gli istituti di migliore qualità che non hanno problemi a livello di solidità patrimoniale, come Intesa Sanpaolo eMediobanca», dice Nascimbene. «Fra i titoli assicurativi ci piace sempre il gruppo UnipolSai, favorito sia dal buon andamento del settore sia dal progredire del processo di integrazione fra le due società dopo gli aumenti di capitale del 2012. Fra gli industriali riteniamo sempre interessante Fiat, che dopo la conclusione dell'accordo con il sindacato americano per acquistare il controllo completo di Chrysler resta sotto i riflettori in attesa del nuovo piano industriale di maggio. Fra le utility ci piace Iren, che ha beneficiato della riduzione del debito e del miglioramento dei risultati operativi». (...)