Ritratto di leader per private banker

Capital - Dicembre 2013, pag. 79 16-dic-2013

Siedono in cima alla piramide gerarchica, sono carismatici e coraggiosi. Ma un vero capo non ha paura di confrontarsi e sceglie collaboratori capaci. Anche e soprattutto nella gestione del suo patrimonio privato.

Image Ritratto di leader per private banker

Sono clienti di alta cultura finanziaria e necessitano di asset allocation strategiche.

Guidano aziende con centinaia o migliaia di dipendenti, impegano risorse e mezzi, prendono lucidamente e avvedutamente decisioni di investimento: sono i leader, imprenditori o top manager, capaci di gestire al meglio il capitale societario. Ma come si comportano quando devono gestire il loro patrimonio privato? Ecco, dal loro punto di vista, quali dinamiche si instaurano.

Guido Giubergia presidente e AD del gruppo Ersel

"E' una tipologia di clienti che necessita di un servizio dedicato, in cui la scelta del private banker adatto è un aspetto rilevante. Di solito la scelta cade su consulenti con estrazione corporate, che ben comprendano i temi legati alla gestione di un'azienda. Inoltre, affinché il rapporto sia efficace e duraturo, è fondamentale instaurare un dialogo da pari a pari, che si sviluppi anche sulle tematiche di impresa. Un imprenditore cliente, inoltre, non si fa guidare in modo passivo; perciò è importante che il consulente sia autorevole e con un solido background.
 

In linea generale l'imprenditore si assume già rischi rilevanti con l'attività di impresa; quindi, l'approccio alla gestione del patrimonio finanziario personale sarà più conservativa. Ma se si è alla ricerca di performance di rilievo, si deve essere disposti ad assumersi rischi altrettanto significativi. I patrimoni rilevanti in ogni caso sono molto diversificati su una pluralità di intermediari nazionali ed esteri.
 

Ecco perché abbiamo avviato un servizio con una visione complessiva del patrimonio, anche per le posizioni non depositate da noi, in termini di esposizione alle varie asset class e ai conseguenti rischi di mercato, evidenziando eventuali concentrazioni involontarie su specifici fattori di rischio, con l'obiettivo di consentire una pianificazione più efficace e coerente con il profilo di rischio".