Puntate su aziende di qualità ma attenzione ai bilanci

La Stampa - pag. 42 31-mag-2011

Tempi duri per i Gestori di patrimoni. Se non la fiducia è la speranza, infatti, ad animare gli investimenti degli operatori specializzati in private e asset management.

L'attuale contesto economico, caratterizzato dagli inevitabili processi strutturali di riequilibrio dopo la crisi del 2008, continua imperterrito a far oscillare il sentiment del mercato tra la fiducia in una modesta ripresa, che periodicamente sembra palesarsi, e la conseguente delusione ogni volta che tale ripresa mostra il suo carattere transitorio.

E' quanto accaduto, ad esempio, nel corso dell'ultimo mese negli Stati Uniti, dove la revisione al ribasso delle prospettive di crescita, sebbene modesta, è stata sufficiente a riaccendere il dibattito tra quanti vogliono attribuire un carattere  più strutturale alla ripresa, (...) e coloro che attribuiscono il miglioramento in corso unicamente agli eccezionali stimoli monetari e fiscali forniti dalla pubblica amministrazione. Stesso scenario in Europa, dove al miglioramento delle statistiche di crescita aggregate (...) si contrappone il riacutizzarsi dei timori sulla solvibilità della Grecia con i suoi conseguenti contraccolpi sulla fiducia dei mercati. Se invece si prende in considerazione il contesto macroeconomico dei Paesi emergenti, la contrapposizione emerge dalla contestuale presenza di livelli di crescita sostenuti e inflazione altrettanto galoppante, e che stanno comportando un'azione decisamente più restrittiva sulle condizioni di politica monetaria.

Un contesto, quindi, dove le incertezze ed i fattori di criticità non mancano per gli investitori, ma nel quale "si può ancora esprimere un orientamento costruttivo per alcune classi di investimento - precisa Guido Giubergia, presidente e ad del gruppo Ersel -.

L'aspettativa che siamo di fronte all'avvio di una fase di rialzo dei tassi da qui ai prossimi anni, in Europa e più generalmente a livello internazionale, in un contesto di moderata ripresa economica, ci porta ancora a prediligere l'investimento azionario, seppur con approccio molto selettivo, rispetto al reddito fisso - spiega Giubergia -. Aziende di buona qualità, con buona diversificazione internazionale e bilanci in salute, possono continuare a generare utili, a fronte di valutazioni borsistiche che appaiono storicamente ragionevoli. Buone opportunità si trovano anche nelle obbligazioni societarie, in caso di una favorevole situazione reddituale e di indebitamento delle imprese. Infine può essere opportuno allocare nei portafogli di investimento una quota di obbligazioni dei Paesi emergenti, ma riducendo l'eventuale quota di debito governativo dei Paesi sviluppati, alle prese con maggiori incognite di natura politica e finanziaria in alcuni Stati".